The Accountant, non solo un contabile: Affleck tra autismo, finanza e vendetta [VIDEO]

26 ottobre 2016 ore 23:59, Micaela Del Monte
Ben Affleck torna supereroe (più o meno), ma questa volta senza maschera e senza armatura. Niente Batman allora, almeno per il momento, l'attore Premio Oscar come regista per Argo torna quindi a recitare e lo fa in The Accountant, pellicola che ha debuttato negli States il 14 ottobre con oltre 27 milioni di dollari nel primo weekend. Nasce da un'idea del produttore Mark Williams che ha pensato si potesse creare una storia ad alto tasso d'azione attorno alla figura del "contabile forense", che si occupa di investigare sulla contabilità e i bilanci per verificare ammanchi di cassa, furti o illeciti. Per la sceneggiatura ha quindi ingaggiato Bill Dubuque, lo sceneggiatore del dramma famigliare The Judge (2014) con Robert Downey Jr.. Ne è nato un film che sfugge alle definizioni, che è un thriller ma anche un dramma e un film d'azione. 

The Accountant, non solo un contabile: Affleck tra autismo, finanza e vendetta [VIDEO]
Christian Wolff
(Ben Affleck) è un geniale contabile che lotta da quando era piccolo con una forma di autismo limitante fino a un certo punto; di certo non gli ha impedito, anzi, di metter su una lavanderia per tutta una serie di loschi criminali di livello internazionale, così da permettere loro di pulire ingenti somme di danaro. Una traccia su cui, a dire il vero, il film non si sofferma più di tanto, relegandolo a mero incipit per lo più descrittivo del personaggio. Ben Affleck è un genio della matematica al servizio del crimine. Un giorno Wolff viene contattato dalla Living Robotics, società di tale Lamar Blackburn (John Lithgow), pioniere della robotica, per un ammanco di 61 milioni di dollari. Nel suo settore Wolff è estremamente richiesto, noto per le sue quasi soprannaturali capacità. Quello che pressoché nessuno sa è che il nostro genio della matematica è pure un killer a sangue freddo. Ha alle calcagna addirittura il Tesoro, nella persona di Ray King (J.K. Simmons), che da tempo segue il caso di questo misterioso personaggio che lavora sempre sotto pseudonimo sistemando i conti dei peggiori figuri sparsi per il globo. Insomma, un contesto alquanto complicato. Inizia così una spericolata fuga/inseguimento/caccia tra Wolff, i federali e i killers assoldati per far fuori questo ragioniere apparentemente innocuo. Il regista Gavin O’Connor è un appassionato di storie complesse, drammi famigliari, fantasmi del passato e segreti pericolosi. The Accountant è un intrigante film d’azione intriso di sanguinosa vendetta, eccentrico nel suo essere tantissime cose, forse troppo.

Tuttavia O’Connor riesce a gestire la sindrome del protagonista, i suoi rapporti interpersonali, la trama thriller e tutti gli altri personaggi senza perdere il filo del discorso e riuscendo anche a mantenere un tono beffardo.
E alla fine The Accountant riesce anche a sprigionare tenerezza nel suo porsi come film sociale di informazione sui bambini autistici, che non sono malati, sono solo un po’ diversi.

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