Inchiesta. Benvenuti a Roma-Suk. Oggi con i filippini

26 settembre 2013, Micaela Del Monte
Inchiesta. Benvenuti a Roma-Suk. Oggi con i filippini
 Prosegue la nostra inchiesta sulle etnie presenti sul territorio romano. Oggi approfondiamo l'argomento e trattiamo della comunità filippina. Una delle più "antiche", radicate ed apprezzate. 

FILIPPINI. Secondo le ultime stime, la comunità filippina occupa il terzo posto tra le comunità più numerose in Italia e il secondo posto a Roma con un totale di 29.674 presenze. L'immigrazione filippina in Italia inizia nella prima metà degli anni Settanta in seguito all'entrata in vigore dell'accordo tra Italia e Filippine per l'immissione di collaboratrici familiari. 

Non a caso le prime filippine arrivate in quegli anni avevano poche possibilità di scegliere il lavoro e la loro vita era molto circoscritta: lavoravano come colf a tempo e pieno e vivevano nelle case dove lavoravano frequentando solo supermercati e i parchi dove portavano i bambini a cui badavano. Ma con il passare degli anni (anni '80) l'immigrazione filippina è aumentata e, molti di quelli arrivati per turismo, sono rimasti a lavorare. Così è cambiato il loro modo di vivere. E se prima la comunità filippina era composta al 95% da donne, con la legge Martelli del 1990 che permetteva il raggiungimento familiare la popolazione filippina maschile è cominciata ad aumentare raggiungendo il 30% permettendo alla comunità di crescere e di avere nuovi svaghi.

Durante il giorno di riposo hanno cominciato ad uscire per incontrare i propri connazionali, i parchi non erano più solo luoghi di lavoro ma anche di svago, così come le chiese che sono diventati posti di aggregazione e ritrovo. Così è aumentato anche il numero dei bambini nati o giunti in Italia attraverso l'istituto di ricongiungimento familiare e soprattutto il numero dei nuclei familiari. Questo ha cambiato le esigenze degli immigrati filippini come ad esempio quella di vivere in un luogo diverso da quello di lavoro o come l'istituzione di centri diurni dove lasciare i bambini mentre gli adulti lavoravano.

A questo proposito nacque la Munting Paaralan, un centro educativo di cultura straniera della Commission for Filipino Migrant Workers - Italia, rivolto ai bambini filippini tra i 6 ed i 15 anni nella quale viene organizzato ogni estate un centro estivo per un mese per la recupera della madre lingua. Il centro educativo, oltre a dare sostegno scolastico ai bambini ed alle loro famiglie, organizza attività culturali per trasmettere elementi di cultura filippina ai bambini ed ai giovani che partecipano alle attività. La comunità filippina è talmente radicata che ha anche programmi radiofonici e televisivi a tema, ovviamente con notizie dalle Filippine e informazioni sull'immigrazione. 

Non mancano ovviamente la musica filippina e programmi in inglese e in “pilipino”. Non solo: sono due i mensili di riferimento per le comunità filippine residenti in Italia, uno dei quali è in lingua. Mensili che danno notizie da casa, notizie della propria comunità in Italia, cronaca e aggiornamenti su norme e dibatti politici in materia di immigrazione. 

La comunità filippina è nota per essere una comunità molto organizzata e molto numerosa, che ha dato vita a diverse organizzazioni e gruppi (formali o informali). Da una ricerca della Ong filippina Atikha è emerso che il 70% dei filippini in Italia non ha risparmi e la maggior parte di loro è fortemente indebitata. Il risultato: chi è qui a lavorare vive male, mentre le famiglie rimaste nelle Filippine si trovano a gestire il denaro che arriva, e che garantisce loro un certo benessere e finisce che i familiari rimasti in patria smettono di lavorare. 

Uno dei principali luoghi di ritrovo filippino a Roma è piazzale Manila dove si ritrovano il giovedì e la domenica per fare due chiacchiere o giocare a carte. Qui i filippini, giovani e anziani, donne e uomini, stanno insieme dalla mattina alla sera e condividono pasti e musica. I filippini godono di una buona reputazione in Italia: sono considerati lavoratori affidabili ed onesti e normalmente sono persone di buonumore, solari e disponibili. Sono ben visti e riescono ad adattarsi bene sia per la religione che per il tipo di cultura. Inoltre spesso diventano parte integrante delle famiglie nelle quali lavorano. 

Il problema è che non è facile trovare lavori diversi da quelli domestici. Alcuni uomini trovano lavoro in fabbrica, ma i loro titoli di studio non hanno valore in Italia. 

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