Italiani i più attivi su Fb, ma gli adolescenti rischiano grosso

26 settembre 2014 ore 10:17, Giuseppe Tetto
Italiani: popolo di santi, viaggiatori e “facebuccari”.  Con 25 milioni di profili e una media
Italiani i più attivi su Fb, ma gli adolescenti rischiano grosso
di 300 amici cadauno (il doppio della media mondiale), solo nel nostro Paese ogni giorno 19 milioni di utenti si collegano su Facebook. È un mondo, quello di “Faccia libro”, che non risente di crisi, epidemie e di nessun altro genere di avversità e che ha trovato nel nostro Belpaese, un attento e fertile “vivaio” per le sperimentazioni di novità 2.0 ma anche dove fare prosperare (se non viene applicato il giusto controllo) quelle caratteristiche “Defilippiche” essenziali per i giovani “tronisti” di domani. A snocciolare i numeri è stato Luca Colombo, al vertice di Facebook Italia, in un’intervista a La Repubblica.it: “Ci distinguiamo per il numero di amici: i 25 milioni di italiani che ogni mese accedono a Facebook hanno in media 300 friend ciascuno" - ha dichiarato Colombo - "Questo numero nel mondo è la metà: abbiamo molti più amici rispetto a tante altre nazioni. Un segno che la socialità è una caratteristica del nostro popolo". Se però questa vitalità è sintomi di una maggiore spigliatezza e predisposizione alla socievolezza virtuale degli utenti nostrani, l’altro lato della medaglia è un po’ diverso. Secondo quanto rivela uno studio della Società italiana di Pediatria (sip), su un campione nazionale rappresentativo di 2107 studenti (1073 maschi - 1034 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore, il 93% si collega su internet da dispositivo mobile. Un dato che fa riflettere: se nel 2008 solo il 42% del campione utilizzava internet tutti i giorni, oggi è 81%. Sono sempre di più, inoltre, i preadolescenti alla soglia delle scuole medie che “esercitano le loro sperimentazioni sociali, talvolta intrecciate talvolta no, con la vita reale. Con tutti i rischi che ciò comporta", avverte SIP. Si va a creare così una vera realtà (o irrealtà) parallela che, come ha spiegato qualche giorno fa lo psicologo Meluzzi a Intelligonews, va a distorcere le emozioni e porta gli adolescenti a non riconoscere più le vere interazioni sociali. E i numeri fanno preoccupare: il 75% del campione ha un profilo su Facebook, mentre l’81% degli adolescenti è su WhatsApp, il 42% su
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Instagram, e il 23% su Twitter. La Sip quindi sottolinea: “Il 15% degli intervistati ha dichiarato di aver postato un proprio selfie provocante, percentuale certamente sottostimata se si considera che il 48% dello stesso campione afferma contemporaneamente di avere amici e compagni che postano selfie provocanti. Tra gli altri comportamenti a rischio rivolti a sconosciuti (dove sconosciuto non equivale necessariamente a pedofilo, questo va precisato) il 19% ha dato il telefono, il 16,8% ha inviato una foto, il 24,7% ha rivelato la scuola che frequenta, l’11,6% si è incontrata con lui, il 5,2% ha accettato proposte di sesso online”. Fra i comportamenti a rischio si segnala il ricorso al gioco d’azzardo online: “Un altro effetto collaterale della massiccia permanenza in rete degli adolescenti è certamente il cosiddetto “Gambling”,  - hanno spiegato i pediatri - ovvero il gioco d’azzardo online, che sta diventando un pericoloso fenomeno specie tra i giovani adulti. Circa il 13% degli adolescenti intervistati (percentuale che sfiora il 17% se si considerano solo i maschi) dichiara di aver frequentato questi siti e di aver giocato “a soldi” (una o più volte), da solo o insieme ad amici”.
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