I dolcissimi 60 anni di Zucchero

26 settembre 2015, Americo Mascarucci
Adelmo Fornaciari in arte Zucchero spegne sessanta  candeline. Sessanta anni pieni di successi e di soddisfazioni,  iniziati già a venti anni. Se infatti sessanta è l' età anagrafica, quaranta è quella professionale. 

Oltre sessanta milioni di dischi, proprio come l' età,  con Oro, incenso e birra per lungo tempo il più venduto nella storia della musica leggera italiana nel mondo. Zucchero è infatti un' artista di respiro mondiale, il primo  cantante occidentale ad essersi esibito al Cremlino nel 1990 dopo la caduta del muro di Berlino e l’unico artista europeo ad aver partecipato nel 1994 al Festival di Woodstock. 

Tante le canzoni di successo ma anche i celebri duetti e le collaborazioni con artisti del calibro di Joe Cocker, Ray Charles, Eric Clapton, Peter Gabriel, Mark Knopfler, Sting, Miles Davis, B.B. King, Iggy Pop, U2. E l’ultima sua apparizione live è stata, a sorpresa, una ventina di giorni fa proprio al PalAlpitour di Torino nella seconda data del tour di Bono Vox e compagni, chiamato dalla band irlandese. A sessanta anni andrà ancora alla ricerca di quella "sana ed inconsapevole libidine ", sarà ancora intenzionato a "salvarsi l' anima " ? Zucchero ha regalato brani di grande successo che hanno fatto la storia della musica italiana. 

Un artista che ci ha appassionati e ci ha fatto sentire orgogliosi di essere italiani quando mi suoi successi sono stato cantati all' estero. Amico di Lucio Dalla e di Francesco De Gregori, la sua musica è prima di tutto poesia, carica di significati e di sentimenti, se per sentimenti si intende la voglia di trasformare in musica quello che si sente nel cuore. 

Un pilastro, una gloria della musica, ma guai a definirlo vecchio. Lui guarda avanti ad altri quaranta anni di grandi successi professionali e di musica di qualità. Ha già annunciato 10 date per settembre 2016 all’Arena di Verona.  "Nel momento in cui «perderò il fuoco ha detto , nel momento.in cui mi accorgerò che ho messo il pilota automatico, come tanti miei colleghi, lascio e vado a fare il fonico per i Nomadi, che era poi il mio sogno da bambino». E allora caro Zucchero, sperando che ciò avvenga il più tardi possibile, tanti auguri !
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