Corruzione Concorsi, Cantone vigila sull'università: "E' boom segnalazioni"

26 settembre 2016 ore 10:43, Lucia Bigozzi
Concorsi e corruzione: due termini distanti per significato ma vicini – purtroppo – per pratica e quella che è diventata una consuetudine. Tanto che il super-magistrato anti-corruzione Raffale Cantone esclama: “Siamo subissati”. E il riferimento del presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione corre, evidentemente, alle numerose segnalazioni di casi di corruzione o tentativi corruttivi che arrivano sulla sua scrivania. Segno che il “sistema” è pervasivo e non da oggi. Accade così anche per i concorsi universitari e che stando al quadro descritto da chi la corruzione la combatte, va avanti e si rinnova almeno da trentanni. Il commento di Michele Tiraboschi docente di Diritto del lavoro a Modena, su Il Fatto Quotidiano non lascia spazio alle interpretazioni: “Le nostre università assumono con il contagocce e i pochi posti sono riservati a gente che è in lista da anni, tendenzialmente allievi dei professori”. Insomma una pletora di persone che in molti casi dimostrano la loro “fedeltà” al prof di turno e per questo vengono portati avanti, piuttosto che andare avanti per merito professionale. Un modus operandi che riguarda da vicino i settori del dottorato di ricerca o i contratti di insegnamento annuali, perfino le sedi universitarie talvolta create ad arte per il “personaggio” di turno. Uno spaccato veramente triste e deludente nonostante i tentativi di correggere le storture, tutti finora andati a vuoto e tra questi le nuove regole per la composizione delle commissioni d’esame. 

Corruzione Concorsi, Cantone vigila sull'università: 'E' boom segnalazioni'
Il presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione non si limita a confermare il trend ma aggiunge che a suo parere i vari correttivi che nel corso degli anni si è cercato di apportare con i passaggi contenuti nelle varie riforme
del sistema scuola, non hanno prodotto granchè. In proposito, Cantone ritiene che la “riforma Gelmini ha finito per creare più problemi di quanti ne abbia risolti. Per esempio, ha istituzionalizzato il sospetto”. La legge, prevede inoltre che per accedere a un concorso per professore di prima e seconda fascia, si deve avere l’abilitazione scientifica nazionale, che si ottiene mediante il pronunciamento di un’unica commissione, relativa al settore concorsuale. Per molti addetti ai lavori, compreso anche Cantone, si tratta di una procedura “molto lunga e non troppo efficace”. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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