Referendum, perché prende quota il 4 dicembre fra polemiche

26 settembre 2016 ore 11:21, Americo Mascarucci
Sarà decisa oggi in Consiglio dei ministri la data del referendum costituzionale. 
Due le opzioni sul tavolo: il 27 novembre o il 4 dicembre, con la seconda ritenuta più probabile. 
La decisione dovrebbe essere presa oggi pomeriggio ma, assicurano dal Governo, entrambe le opzioni restano ancora sul tavolo. 
"Ancor più della manovra, il nostro appuntamento cruciale è il referendum perché l'Italia ha bisogno di una governance forte", afferma il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. 
Il dibattito politico è però segnato dalle proteste di Renato Brunetta di FI e Arturo Scotto per SI che lamentano la mancata consultazione delle opposizioni sulla data del voto.
Il Movimento 5Stelle invece ha già suonato il de profundis per il Governo: 
"Quando abbiamo detto No alle Olimpiadi hanno tremato, ma con il No al referendum vedranno la loro fine", ha detto il sindaco di Roma Virginia Raggi alla festa "Italia 5 Stelle" a Palermo. 
Mentre il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio è tornato ad invitare tutti a non personalizzare il referendum  che non deve essere interpretato come un plebiscito, pro o contro Renzi.

Referendum, perché prende quota il 4 dicembre fra polemiche
Il 4 dicembre, che nelle ultime ore viene considerata l'opzione più probabile, ha il vantaggio di dare più tempo alla Camera di approvare in prima lettura la legge di stabilità ma ha il difetto di essere a ridosso del ponte dell'Immacolata e di sicuro attirerebbe un maggior numero di polemiche. 
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