Riforma pensioni, ape e quattordicesima: ultime notizie e accordo vicino

26 settembre 2016 ore 11:26, Americo Mascarucci
Domani, martedì 27 settembre 2016 avrà luogo l'incontro Governo – sindacati sulle pensioni. 
Dall'anticipo pensionistico per uscire dal lavoro prima, al 'bonus' per i lavoratori precoci che hanno cominciato a lavorare prima dei 18 anni, fino all'aumento delle quattordicesime. Sono queste, in sintesi, le misure previdenziali sul tavolo del confronto che tuttavia sembrerebbe in dirittura d'arrivo dopo che il Governo ha annunciato delle modifiche sostanziali.  
Le ultime indiscrezioni riguardano in particolare l’Ape Social. l'ipotesi di uscita anticipata dal mondo del lavoro a costo zero che il Governo intende riservare alle categorie svantaggiate di lavorator quali disoccupati, disabili e lavoratori inabili a causa di infortunio sul lavoro ma anche lavoratori che svolgono attività usuranti.
Le categorie di lavoratori che dovrebbero beneficiare dell’Ape Social potrebbero aumentare.
Il Governo starebbe valutando due possibili strade: far rientrare nella platea dell’Ape Social anche i lavoratori che svolgono attività con un elevato rischio da infortunio sul lavoro e i lavoratori che svolgono mansioni faticose. 

Riforma pensioni, ape e quattordicesima: ultime notizie e accordo vicino
Il Governo punta a estendere la platea di coloro che percepiscono la cosiddetta 'quattordicesima' incrementando anche l'importo per coloro che la percepiscono già. 
Vi dovrebbero rientrare coloro che hanno un reddito personale complessivo, e non solo pensionistico, tra 1,5 (circa 750 euro al mese) e due volte il minimo (circa 1.000). La platea dovrebbe incrementarsi di poco più di 1,1 milioni. 
La quattordicesima vale tra i 336 euro per chi ha meno di 15 anni di contributi e 504 per chi ha oltre 25 anni di contributi ed è erogata una volta l'anno a luglio. Questa misura dovrebbe costare circa 600 milioni. Un terzo delle risorse dovrebbe servire ad aumentare gli importi per coloro che percepiscono la somma aggiuntiva già ora. 
Poi c'è il nodo dei lavoratori precoci.
Il Governo Renzi potrebbe mettere sul tavolo un intervento per l'uscita anticipata a vantaggio solo di chi ha iniziato l’attività lavorativa prima dei 16 anni. 
Su questa ipotesi, i sindacati hanno espresso le maggiori riserve, trattandosi di un ulteriore passo indietro anche rispetto all’ipotesi dei 41 anni e 10 mesi per tutti i precoci. 
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