Canton Ticino, Rizzo (PC): “'Socialismo o barbarie', Marx profetico. In Ue salario minimo uguale o xenofobia"

26 settembre 2016 ore 15:13, Lucia Bigozzi
Nel no del Canton Ticino ai lavoratori italiani c’è “un elemento di odio sociale, di lotta di classe, in questo caso dei ricchi verso i poveri”. Così Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista sintetizza il pronunciamento degli svizzeri e nella conversazione con Intelligonews indica cosa serve e come cambiare un’Europa “fondata sui mercati e le grandi banche”. 

Il Canton Ticino applica il concetto “prima gli svizzeri” e chiude le porte ai lavoratori italiani. Che idea si è fatto? 

"Non si può non vedere quali sono i soggetti in campo; da una parte la ricca Svizzera, fatta di banche, banchieri, paradiso fiscale, e dall'altra parte i lavoratori frontalieri italiani che nel tempo hanno fornito servizi e professionalità per una larga parte del territorio svizzero. Diciamo che si è trattato di una mossa dettata, come minimo, da egoismo sociale. Quindi, non si può non vedere in tutto ciò un elemento di odio sociale, di lotta di classe, in questo caso dei ricchi verso i poveri, come oggi accade sempre più spesso". 

Dall’effetto Brexit a quello Canton Ticino: è l'Europa che non c'è più? Ma qui crollano anche le regoli comuni della convivenza, ovvero la libera circolazione. Che ne pensa?

"L’elemento della libertà in questa Europa è più di tipo nominale che di tipo formale, in realtà questa Europa è fondata sui mercati le grandi banche, quindi non è che questo avviene dal punto di vista del principio, bensì è il denaro e il profitto che informa l’Ue. Dall’altra parte serve una risposta non a destra, come in questo caso. Tu non hai dei braccianti o dei disoccupati italiani che chiedono una dinamica diversa rispetto ai salari nei confronti degli extracomunitari che arrivano; qui c’è la ricca Svizzera che si scaglia contro lavoratori italiani qualificati e non è che gli italiani vanno a ‘rubare’ il lavoro agli svizzeri. Detto questo, c’è la necessità di fare un ragionamento di uscita rivoluzionaria a sinistra, ma davvero a sinistra, non con la sinistra ‘fucsia’ che c’è oggi". 

Canton Ticino, Rizzo (PC): “'Socialismo o barbarie', Marx profetico. In Ue salario minimo uguale o xenofobia'
In che modo? 

"Per fare questo, bisogna parlare molto chiaro dal punto di vista delle regole sul lavoro; serve in Europa una legislazione che garantisca un salario minimo uguale per tutti a parità di prestazione lavorativa, in cui tu non dovresti avere più il padrone che ti dice ‘guarda che se non accetti le 600 euro al mese c’è il siriano, il nigeriano che fa il tuo stesso lavoro per metà salario. Si eviterebbe così razzismo, xenofobia e si rilancerebbe una visione davvero di sinistra del lavoro, dell’immigrazione". 

Avanti di questo passo quali effetti intravede da qui a qualche anno?

"Mentre c’è una crisi economica di tipo strutturale, andremo incontro a situazioni sempre più difficili. Per farla breve, un signore come Marx diceva ‘socialismo o barbarie’ e l’alternativa è proprio questa, ovvero andare verso il socialismo verso una razionalizzazione dell’uso delle risorse, una redistribuzione della forza lavoro e della ricchezza. Un soluzione sensata in questo pianeta".
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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