Torna Beppe Grillo ma non è Casaleggio. Raggi sbanca da sola

26 settembre 2016 ore 13:37, Lucia Bigozzi
In Sicilia nel weekend pentastellato accadono due cose: la prima è che Beppe Grillo si riprende in mano il Movimento o almeno questa è l’impressione che dà. E se così è, sembra quasi “archiviare” o comunque mettere in secondo piano l’esperimento del ‘direttorio’. Insomma, Grillo ben diverso da Gian Roberto Casaleggio sul piano della visione politica tenta comunque di riprendersi la leadership e in particolare di declinare lui, la linea politica del Movimento. Lo ha fatto direttamente sul palcoscenico in Sicilia, regione simbolo dell’avanzata grillina, poi arrivata a Roma. Della serie: attenti, sono tornato. Al punto che si spinge a promettere: “Noi ci saremo qui, ci saremo sempre e andremo avanti più coesi di prima, questa è la mia promessa”. La seconda cosa che accade sotto il sole di Sicilia è che Virginia Raggi sbanca da sola. 

Torna Beppe Grillo ma non è Casaleggio. Raggi sbanca da sola
In questo passaggio ci sta anche quello che Grillo vuole evitare perché sta danneggiando l’immagine di un Movimento che a parole dice si combattere il vecchio ma nei fatti, con le lotte intestine in Campidoglio
, l’impressione all’esterno è opposta. Va detto poi che il week palermitano di Grillo e dei grillini è stato molto partecipato: i numeri infatti parlano di un’affluenza pari a centomila persone. Kermesse dedicata alla memoria di Gianroberto Casaleggio scomparso nell’aprile scorso. E’ stato il figlio Davide a lanciare un appello all’unità: “Restiamo uniti, solo così realizzeremo il sogno che era di mio padre e che oggi è di milioni di persone”. 

Ma c’è un'altra notizia nella notizia da segnalare: Virginia Raggi conquista Palermo. Se infatti a Roma, la sindaca non ha ancora e pienamente ingranato la marcia al timone del Campidoglio, nel capoluogo siciliano ha ricevuto una standing ovation, segno dell’apprezzamento che gli elettori del Movimento continuano a manifestare nei suoi confronti. E lei ha ricambiato con un intervento applauditissimo: “Ci dipingono come divisi ma siamo più uniti che mai, ho trovato una città devastata ma ho sposato un progetto, una rivoluzione gentile, non dobbiamo inseguire il consenso ma fare ciò che è giusto, ci attaccano per qualunque cosa, ora è di moda attaccare le mie orecchie”. E su Renzi calibra la stoccata: “È proprio Renzi ad attaccarci, lui che non ha rottamato nessuno, che siede al tavolo con i Malagò, i Berlusconi, i Verdini: sono i suoi amici, ci fa le leggi, ecco chi governa, ecco perché quando abbiamo detto di no alla Olimpiadi hanno tremato e con il no al referendum Renzi e gli altri vedranno la loro fine”. Infine la promessa di bissare in Sicilia la vittoria elettorale su Roma: “Oggi ci siamo presi Roma, domani la Sicilia, poi l’Italia”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]