Canton Ticino, Razzi: "Quelli che sono lì (come me) hanno fatto ricca la Svizzera"

26 settembre 2016 ore 16:12, Lucia Bigozzi
“Non penso che il governo voterà a favore dell’esito di questo referendum”. Così il senatore Antonio Razzi (Fi) che di Svizzera se ne intende, commenta con Intelligonews il no del Canton Ticino ai transfrontalieri italiani. 

Lei è stato accolto in Svizzera a 17 anni. Come vede oggi il no del Canton Ticino ai transfrontalieri italiani?

"Non è un no che significa che gli italiani vengono mandati via tutti. Secondo quello che mi hanno riferito i politici svizzeri, si vorrebbe mettere un freno in avvenire, ma questi che ci sono ci sono… non è che li mandano via".

Canton Ticino, Razzi: 'Quelli che sono lì (come me) hanno fatto ricca la Svizzera'
Sì, ma lo stesso fatto di mettere un freno è giusto secondo lei o no? 

"Mah… loro come diremmo noi italiani, prima vorrebbero dare lavoro a quelli che pagano le tasse lì, poi se le pagano anche altrove è un’altra cosa. Allora sì che ci sarebbe discriminazione: se pagano le tasse solo in Italia e non le pagano in Svizzera allora c’è anche un po’ da dire, capito?"

Forse è colpa degli italiani andati in Svizzera o dell’Italia che accoglie gli immigrati?

"No, no … la colpa degli italiani? Quelli che sono lì come me hanno fatto ricca la Svizzera e poi, tutti i lavori umili che nessuno vuole fare gli italiani li hanno fatti, gli svizzeri no perché magari vogliono posti di avanguardia; invece gli italiani si sono accontentati perché sono stranieri e in quanto stranieri si devono accontentare di quello che passa il governo. Merito a tutti gli italiani che hanno fatto la Svizzera grande, e che sono morti anche nelle gallerie o per le strade della Svizzera; quanti incidenti ci sono stati? E quanti morti ci sono stati per fare la galleria del Gottardo e prima nell’800 la ferrovia? Perciò non possiamo discriminare gli italiani; anzi, gli italiani lì si sentono come a casa, specialmente in Ticino, perché una volta era della Lombardia". 

Ma tra qualche tempo non ci potranno più andare come prima. Cosa risponde?

"Questo non credo che abbuscherà (dice proprio così, ndr)tutti gli italiani. Eppoi ora deve ancora decidere il governo perché quella è stata una votazione popolare…".

Lei lo sa che è stato paragonato a un “topo”, come vanno dicendo in Canton Ticino degli italiani?

"Assolutamente no. Gli italiani sono rispettati, io ormai ci vivo da 51 anni, non solo un giorno… sono molto, molto rispettati; anzi devo dire da grandi signori. E poi ci sono molti italiani che hanno fatto imprese, hanno ristoranti, alberghi, insomma: danno servizi alla grande. Proprio alcune settimane fa sono stato a Lucerna dove ho vissuto e dove tornerò nel fine settimana, si lamentano e dicono: ah quando c’erano i camerieri italiani era tutta un’altra gentilezza e cortesia nel servire; erano professionisti nel servizio di ristorazione. E’ chiaro che non tutti sono uguali…".

Lei che conosce bene la Svizzera e c’è stato pure eletto pensa che la questione si possa risolvere o invece provocherà un ulteriore allontanamento della Svizzera dall’Ue e dall’Italia?

"Non credo che la Svizzera copierà, diciamo così, gli inglesi. Molti di quei parlamentari che sono a Berna sono padroni di grandi supermercati perciò sicuramente ci sarà un voto contrario all’esito della consultazione popolare, perché non è normale. Eppoi c’è stata anche un’affluenza molto bassa e se andavano tutti alle urne non passava". 
autore / Lucia Bigozzi
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