Canton Ticino, Fassina (SI): “Problema che riguarda tutta l'Eurozona. Guerra tra poveri che si intensifica"

26 settembre 2016 ore 16:48, Lucia Bigozzi
Il no del Canton Ticino ai lavoratori frontalieri italiani racchiude un doppio significato per Stefano Fassina, leader di Sinistra Italiana (SI): da un lato lo stop a persone che vivono e lavorano sostanzialmente nello stesso territorio, dall’altro segnala un altro colpo all’agenda dell’Eurozona. Ne spiega le ragioni nella conversazione con Intelligonews che lo ha intercettato a Montecitorio. 

Con il no ai frontalieri italiani, di fatto il Canton Ticino applica il concetto “prima gli svizzeri”. Lei che idea si è fatto?

"Purtroppo non è una novità. Interventi di questo tipo sono inaccettabili, non per il fatto che noi siamo italiani e saremmo penalizzati, quanto perché in mezzo a questa vicenda ci sono le persone e nel momento in cui si tratta di un territorio sostanzialmente comune, le persone devono avere la stessa parità di trattamento". 

Canton Ticino, Fassina (SI): “Problema che riguarda tutta l'Eurozona. Guerra tra poveri che si intensifica'
Dalla Brexit all’effetto Canton Ticino: è un altro colpo all’Europa? Avanti di questo passo qual è lo scenario che intravede per i prossimi anni?

"E’ un altro colpo a un’agenda che continua a essere sbagliata e che non si vuole correggere. Ovviamente, non riguarda la Svizzera bensì l’Eurozona: senza cambiare radicalmente politica economica e continuando a svalutare il lavoro, è evidente che la guerra tra poveri si intensifica che tutte le conseguenze negative che questo comporta".
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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