Le #dichiarazionichoc della settimana. Il peggio dal Palazzo

27 aprile 2013 ore 11:38, Francesca Siciliano
Le #dichiarazionichoc della settimana. Il peggio dal Palazzo
CAVE D'ALEMAM.
Il Lider Maximo D'Alema, additato come capobanda dei franchi tiratori prodiani, cerca di scrollarsi le accuse. E con il solito aplomb tira giù una chicca squisitamente dalemiana: «Io? Non ho silurato Prodi. Anzi: querelerò chi lo dice». NAPOLITANO ERAT IN VOTIS. Il Berlusca, invece, non riesce a trattenere la gioia per il bis di Napolitano: «Ai miei ho detto “cantate Meno male che Giorgio c'è”». E il prode Gasparri non ci pensa due volte e si fa pure riprendere dalle telecamere di SkyTg24. FALSO DIMINUITIVO. Per Grillo al contrario, l'elezione di Napolitano «è un golpe». Lancia il sasso su Twitter,  promettendo ai suoi attivisti di arrivare nella Capitale per inscenare una novella Marcia su Roma, poi nasconde la mano. Qualcuno gli avrà fatto notare che la parola “golpe” poteva sembrare esagerata e una manifestazione violenta nella Capitale magari l'avrebbe messo in difficoltà. Prontamente corregge il tiro: «Ho detto golpe? Intendevo golpettino». E dà buca ai romani: retromarcia su Roma. UN TRANQUILLO WEEK END DI PAURA. All'alba di lunedì mattina il per niente aggressivo Beppe Grillo, movimentista di folle e agitatore di masse, dopo aver fatto calmare le acque dichiara pacatamente il disappunto per il ritorno di Napolitano: «È stato un week end da vomito per la nomina dell'ottuagenario Napolitano». Rodotà, in confronto, è un bebè. REQUIEM FOR A DREAM. Il magistrato Gherardo Colombo, si accoda alla base del Pd che, alla vigilia dell'inciucio Pd-Pdl, grida allo scandalo: «Mi iscriverò al Pd per poter stracciare la tessera». Per la serie: le illusioni perdute. 14 LUGLIO 1789. Rocco Casalino, il novello addetto stampa dei 5 Stelle, durante il discorso di insediamento del Capo dello Stato, mentre il Parlamento all'unisono plaudiva convintamente,  sentenzia: «(Napolitano) ci ha attaccato. Una cosa da Ancién Régime. Ma arriverà una decapitazione». Ricalcando giustappunto il motto liberté, égalité, fraternité. EXCUSATIO NON PETITA. Fatto il Presidente, all'Italia serve un governo. In pole per la premiership il povero Giuliano Amato, che dopo esser stato “trombato” per il Colle, era stato inserito nella rosa dei papabili alla presidenza del Consiglio. Quando ancora ci sperava, dal momento che gli italiani lo ricordano solo per aver prelevato nella notte tra l'11 e il 12 luglio del 1992 il 6x1000 dai loro conti correnti, ha prontamente messo le mani avanti: «Il nuovo governo non dovrà attuare né patrimoniale né prelievi forzosi». Ma come tutti sappiamo, anche a questo giro j'ha detto male. SCILIPOTI DOCET. Il nuovo programma del governo sarà portato avanti sulla base delle relazioni dei 10 “saggi”. Punti programmatici che ricevono l'approvazione del dott. on. pres. Domenico Scilipoti, che sentenzia: «La mia azione politica trova il consenso dei dieci saggi: che soddisfazione». Amen. RH NEGATIVO. Il Pd si è liquefatto sotto i colpi dei franchi tiratori. E i più preoccupati sono i candidati democratici che nei prossimi mesi dovranno affrontare campagne elettorali combattute fino all'ultima preferenza. Debora Serracchiani in Friuli l'ha sfangata, ora è il turno di Ignazio Marino, candidato per la corsa in Campidoglio. Che appare abbacchiato: «Il mio partito? Avrebbe bisogno di una trasfusione». SVENDOLATE. Nichi Vendola, nonostante abbia dato appoggio indiretto a tutte le scelte (quirinalizie e non) del MoVimento 5 Stelle, ora ne ha le tasche piene dell'esuberanza grillina: «Grillo? È un becchino planetario che parla sempre di morti». Ebbasta: mettete dei fiori nei vostri cannoni! SANTANCHE' DELLA PACE. Daniela Santanché è perentoria: «Io colomba? Sono il più falco dei falchi con la mia cazzutaggine». Tralasciando la cazzutaggine, chi ha avuto il coraggio di dare della colomba alla Santanché? Sallusti forse? DE PROFUNDIS STELLARE. Grillo, dall'alto del suo blog sentenzia: «Il 25 aprile è morto». Enrico Letta alla ricerca dei “suoi” 12 apostoli di governo, qualche ora dopo, nel corso delle consultazioni con la delegazione grillina, vuole avere l'ultima parola: «Dite a Beppe Grillo che anche Dio è morto. Ma dopo tre giorni è risorto». Vale lo stesso anche per il Pd? L'ELEGANZA DEL RICCIO. «Scongelatevi!». È l'accorato appello di Enrico Letta ai grillini. «Lo stoccafisso congelato del Pdmenoelle ci chiede di scongelarci?», si chiede ironicamente il riccioluto leader dei 5 Stelle. Complimenti per la metafora, sempre calzante ed elegante.        
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