Yara, iniziato il processo per Bossetti. Dal Dna alla "rubrica segreta"

27 aprile 2015, intelligo
A Bergamo è cominciata l'udienza preliminare per Massimo Bossetti, arrestato il 16 giugno scorso per l'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio.

Yara, iniziato il processo per Bossetti. Dal Dna alla 'rubrica segreta'
Secondo quanto spiegato dal suo legale, Claudio Salvagni, il muratore ha espresso l'intenzione di essere presente e, forse, farà delle dichiarazioni spontanee per ribadire la sua estraneità al delitto. La Procura insisterà per il rinvio a giudizio per omicidio aggravato e calunnia ai danni di un collega sul quale il muratore avrebbe cercato di indirizzare le indagini.
   
Sono numerose le troupe televisive fuori dall' edificio. Non sono presenti all'udienza il padre e la madre di Yara che hanno preferito evitare clamore. Attraverso il loro legale, Enrico Pelillo, si costituiranno parte civile come la sorella, diventata maggiorenne, della tredicenne uccisa

Bossetti è comparso davanti al giudice dell'udienza preliminare intenzionato a difendersi dalle accuse che potrebbero portarlo all’ergastolo: omicidio aggravato dalle sevizie e crudeltà, dalla minorata difesa della vittima e calunnia ai danni di un suo collega di lavoro sui cui avrebbe sviato i sospetti.

L'uomo sembra intenzionato a ribadire al giudice, con dichiarazioni spontanee, quanto sostiene dal giorno del fermo: "Io non c'entro". Il suo avvocato, Claudio Salvagni, non appare intenzionato a giocarsi tutte le carte in udienza preliminare.

Sul tavolo quella mancata corrispondenza tra il dna mitocondriale trovato sul corpo di Yara e quello nucleare (certamente di Bossetti). La difesa, comunque, chiederà il non luogo a procedere senza ricorrere a riti alternativi.

Potrebbe anche emergere come nuovo elemento la cosiddetta "rubrica segreta" sul cellulare di Yara, della quale ha parlato la scorsa settimana Oggi. Così adesso gli investigatori stanno accertando la presenza di numeri considerati sospetti al fine delle indagini. Il dato che emerge dalle prime ricerche è che la lista dei numeri segreti è protetta da un codice d'accesso di cui genitori non sapevano l'esistenza. Dai tabulati infatti emergerebbe un traffico telefonico partito verso utenze salvate sulla sim interna del telefono.

Ci sarebbe il sospetto che possano anche essere numeri memorizzati da chi aveva in uso il cellulare prima della ragazza. I legali di Bossetti avrebbero allora affermato che si sarebbero potute approfondire prima le indagini anche sul traffico telefonico.

autore / intelligo
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