Sceneggiata greca, i colloqui di Tsipras e Merkel e Varoufakis in mezzo

27 aprile 2015, Luca Lippi
Sceneggiata greca, i colloqui di Tsipras e Merkel e Varoufakis in mezzo
Quanto rumore per nulla. Posto che l’intesa è ancora lontana tra Atene e Bruxelles (sul piano delle riforme) la riunione di Riga si chiude con un nulla di fatto. Il 12 maggio la Grecia deve versare una nuova rata al FMI (700 milioni di euro), per fare questo il Governo ellenico ha già deciso di mettere le mani nelle tasche degli enti locali. Questa è la notizia, e neanche nuova. 

Intanto già oggi sono cominciati nuovamente i contatti fra il Governo ellenico e i creditori (già da stamattina Tsipras e la Merkel hanno in programma colloqui). Poi si passa alle reprimende, Jeroen Dijsselbloem al termine del vertice avverte che “ci sono stati di recente alcuni segnali positivi, ma ci sono ancora grandi differenze da coprire e colmare”, e aggiunge: “Siamo tutti consapevoli che il tempo sta per scadere. Troppo tempo è stato perso negli ultimi due mesi”. In sostanza, avvia la chiassosa reprimenda tirando in ballo il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis.

Si aggiunge a Dijsselbloem anche il presidente della Bce, Mario Draghi: “La velocità è essenziale perché il tempo sta finendo”.
Da queste considerazioni alcuni ministri della zona euro si sono sentiti autorizzati a criticare il collega greco, Yanis Varoufakis, definendolo “un perditempo, un giocatore d'azzardo, un dilettante” per come sta gestendo la situazione.

La realtà è che Varoufakis si è solo adeguato a una situazione che di serio, ormai, non ha proprio più nulla (il titolare delle finanze greco ha una “storia” importante ma non saremo noi a cantare le lodi di Yanis Varoufakis, non siamo i biografi di nessuno).
Nei fatti è come se una persona, che ha solo debiti per milioni di euro, e nulla in tasca, fosse convocato dai suoi creditori che vogliono farsi dire da lui come intende pagare. E’ grottesco. E così, per induzione, si definisce la riunione di Riga “grottesca”.

I Ministri delle Finanze europei si sono stizziti perché hanno capito che non prenderanno dalla Grecia nemmeno un euro? Ma certo che “no”, hanno solo fatto “la sceneggiata”, ossia hanno fatto finta per tener buono l’elettorato che potrebbe rinfacciare loro di avere sperperato soldi pubblici per darli ai greci.

L’Europa si dovrebbe mettere in testa di continuare a finanziare la Grecia per mantenere una parvenza di “unità”, e i media dovrebbero cominciare a spiegarlo come si deve. Oppure si chiude tutto e subito, si cancella il debito, e la Grecia riparte dalla Dracma. 

La Grecia ha tante colpe, ma non meno di quante ne ha l’UE a voler sussidiare un Paese al solo scopo di dimostrare di poter “vincere facile”. La prossima riunione è fissata per l’11 maggio: non ci sorprendiamo se Varoufakis si presenta con un canestro di olive e formaggio di pecora; almeno ci facciamo due risate e salviamo gli amici ellenici col sorriso negli occhi.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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