Italicum, parla Fassina (Pd): “Caro Renzi, il rischio elezioni anticipate c'è"

27 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Italicum, parla Fassina (Pd): “Caro Renzi, il rischio elezioni anticipate c'è'
Alla lettera di Renzi risponde con un’altra lettera che idealmente compone nell’intervista a Intelligonews. Stefano Fassina, parlamentare dem dissidente, al premier chiede di “fermarsi finché è in tempo perché ci sono le condizioni per ottenere in Aula un consenso ampio”. Lui se il governo porrà la fiducia anticipa che non la voterà e che non è poi così remoto lo scenario – vagheggiato tra i renziani - di un voto anticipato se il premier incassasse il sì alla riforma elettorale: “La disponibilità della legge elettorale, la rottura con una parte del Pd che Renzi attivamente promuove e il clima conflittuale che il premier promuove nei confronti delle opposizioni, evidenziano il rischio molto serio di elezioni anticipate una volta approvato l’Italicum”. 

Renzi ha scritto una lettera ai deputati Pd per dire che sull’Italicum è in gioco la dignità del partito. Se lei dovesse rispondergli con una sua missiva, cosa scriverebbe?

«No, non è in gioco la dignità del Pd. Qui è in gioco la qualità della democrazia. Ed è in gioco la capacità del Pd di farsi carico della qualità della democrazia»

Renzi scrive anche che se non passasse la riforma elettorale il Pd passerebbe non per il partito che ha iniziato una fase di cambiamento e innovazione, bensì per la forza politica che blocca il cammino delle riforme. Cosa aggiungerebbe su questo nella sua ‘contro-lettera’?

«Scriverei che le regole del gioco devono essere condivise e che il cambiamento può essere anche regressivo, come è in questo caso».

Terzo passaggio della lettera del premier: si domanda se è una “dittatura chiedere di rispettare la volontà della stragrande maggioranza degli iscritti, dei parlamentari e del gruppo dirigente”. Qual è la sua risposta?

«Non è una dittatura. E’ una forzatura, un errore perché si tratta delle regole del gioco per le quali vale l’autonomia del Parlamento che il premier continua a marginalizzare»

Fiducia sì o no? Lei cosa si aspetta e che previsioni fa?

«Non so se verrà posta. Dico che in termini politici la prevaricazione sul Parlamento il premier l’ha già compiuta nel momento in cui lega il futuro del governo all’approvazione della legge elettorale. Quindi, nonostante la prevaricazione sul Parlamento, ritengo che ciascuno di noi debba svolgere fino in fondo il proprio ruolo di rappresentante del popolo italiano in autonomia, perché non siamo di fronte a uno dei tanti decreti del governo, ma alle regole del gioco che sono prerogativa del Parlamento»

Ma se il governo ponesse la fiducia lei la voterebbe o no?

«La mia posizione è chiara e non da ora. La fiducia sulle regole del gioco la considero inaccettabile in termini di principio e non la voterei neanche se condividessi al cento per cento la legge elettorale».

C’è chi sostiene che in realtà Renzi punterebbe ad incassare l’approvazione della riforma elettorale per poi andare subito al voto. E’ un’opzione realistica?

«Ritengo che la disponibilità della legge elettorale, la rottura con una parte del Pd che Renzi attivamente promuove e il clima conflittuale che il premier promuove nei confronti delle opposizioni, evidenziano il rischio molto serio di elezioni anticipate una volta approvato l’Italicum»

Se lei adesso si trovasse di fronte Renzi o ricevesse una sua telefonata cosa gli direbbe a poche ore dal voto in Aula?

«Sottolineerei che approvare le regole del gioco con una minoranza esigua di parlamentari che è maggioranza grazie a una legge elettorale giudicata incostituzionale dalla Consulta, vuol dire una delegittimazione politica dell’Italicum più profonda di quella che aveva il Porcellum».

Quindi gli chiederebbe di fermarsi?

«Gli chiederei di fermarsi finchè è in tempo e gli chiederei di ripartire rapidamente, perché vi sono le condizioni per arrivare a un consenso ampio sulla riforma elettorale».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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