Processo Yara, Meluzzi: "Dna di Bossetti? Non vedo certezze"

27 aprile 2015, Andrea De Angelis
A Bergamo è cominciata l'udienza preliminare per Massimo Bossetti, arrestato il 16 giugno scorso per l'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio.
IntelligoNews ne ha parlato con il professor Alessandro Meluzzi...

Processo Yara, Meluzzi: 'Dna di Bossetti? Non vedo certezze'
La difesa avrebbe chiesto l'annullamento del test del Dna di Bossetti. Un passaggio prevedibile, ma ininfluente o che invece potrebbe cambiare le sorti del processo?

«Direi più che prevedibile addirittura annunciato. Una cosa fondata su un fatto: se io avessi un reperto scientifico su un campione cellulare, magari anche solo per una pubblicazione di biologia molecolare, e vi è una discordanza tra il Dna molecolare che è prevalente e quello mitocondriale che non è prevalente, ma più stabile, è chiaro che alla fine il direttore di questa rivista scientifica mi chiederebbe spiegazioni su tale discordanza e io forse dovrei buttare via il mio campione perché quel direttore ipotizzerebbe magari che è stato male conservato o contaminato, risultando comunque non certo al 100%. Allora ciò che è incerto per una pubblicazione scientifica può esserlo per una condanna penale che potrebbe portare all'ergastolo?». 

La richiesta sarebbe stata avanzata anche perché ci si arrivò attraverso la delega di indagine e non l'avviso alle parti. Un elemento questo che può influire sulla decisione finale?

«Questo è un elemento procedurale importante, questi esami andrebbero fatti sempre alla presenza dei legali della difesa. La procedura penale ha le sue regole. Ma credo che la richiesta verrà rigettata».

Un altro elemento che sarebbe emerso la scorsa settimana è la cosiddetta rubrica segreta di Yara, cioè una serie di numeri telefonici presenti sulla sim del telefonino. Che idea si è fatto?

«Potrebbe creare uno scenario alternativo a quello presentato nelle carte dell'accusa, quindi le indagini difensive che siano in grado di dimostrare altre ipotesi e possibili colpevoli vanno nella direzione di cui sopra. Staremo a vedere, se c'è uno scenario alternativo sarà compito della difesa farlo emergere. Mi pare di capire che si è rinunciato al rito abbreviato per andare al dibattimento e lì ci sarà ampiamente lo spazio per questa battaglia».

Il basso profilo della famiglia di Yara è un esempio?

«A me pare che la famiglia, come tutte le famiglie delle vittime, dovrebbe cercare il colpevole e non un colpevole. Io questo vorrei se uccidessero mia figlia, conta cioè impedire che dopo il morto se ne facciano due. Quindi quello della famiglia di Yara è l'atteggiamento corretto». 


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