La pigrizia uccide: ora c'è la sindrome. E in Italia è record

27 aprile 2015, Marta Moriconi
La pigrizia uccide: ora c'è la sindrome. E in Italia è record
Pigri si diventa ma non si nasce, al bando le scuse. E l'Italia ha il suo record personale: 24 milioni di italiani hanno fatto vincere il premio al Bel Paese che risulta tra i 20 paesi più sedentari al mondo. 

I dati sono dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che allerta sul binomio della mancanza di esercizio fisico e le cause di mortalità associate all'incidenza di malattie cardiovascolari. Ma anche diabete e tumori potrebbero essere collegati. 

Eppure basterebbe poco: 150 minuti di allenamento settimanali per restare in forma, solo 2 ore e mezza a settimana ma per gli italiani sono un vero e proprio incubo. E farne 45-60 minuti a giorni alterni può essere una valida alternativa. Ma nulla, pare che come la si giri non vada. Ai più piace il divano. 

E proprio perché pericolosa, l'Academy of Medical Royal Colleges, ha deciso di spiegarsi coniando la sindrome della morte da sedentarietà. Insomma, non solo studi, si passa ai fatti e l'allarme deve essere massimo.

“Non proponiamo una marcia indietro dalla quantità di moto raccomandata, ma per chi non ci arriva possiamo tentare traguardi intermedi”, scrive il British medical journal.

Mentre la Federazione Medico Sportiva Italiana vorrebbe inserire la pigrizia come vera patologia. E' chiaro sul Corriere della Sera Gianfranco Beltrami, docente del corso di laurea in Scienze motorie dell’Università di Parma e membro dell'FMSI: “Come un farmaco, però, se ne prendiamo troppo poco non fa effetto- spiega Beltrami- Camminare per dieci minuti di quando in quando non serve granché: certo è sempre meglio di niente, soprattutto in presenza di patologie, ma non crogioliamoci nell’idea che sudare sia inutile per ottenere benefici consistenti sulla salute e la forma fisica”. 

Attenti però a non partire da zero: bisogna calcolare la "frequenza cardiaca massima e il consumo massimo di ossigeno: poi è possibile determinare durata, frequenza e intensità dell’allenamento, da scegliere in modo che sia completo” dice Beltrami che avverte: "Non va bene, puntare solo su un’attività aerobica e ad esempio dedicarsi soltanto alla corsa: vanno sempre associati esercizi anaerobici di potenziamento e lo stretching, perché per essere davvero in salute contano anche forza muscolare, flessibilità, equilibrio. Inoltre, la dose di movimento cambia man mano che passano i mesi, perché con l’allenamento si fanno progressi e l’intensità degli sforzi può crescere”.  

Attenti agli sforzi sì, ma peggio rimanere fermi a poltrire.


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