Scuse a Lgbt, dopo il caso Eich tocca all'uomo d’affari gay scusarsi per cena con Cruz

27 aprile 2015, intelligo
Scuse a Lgbt, dopo il caso Eich tocca all'uomo d’affari gay scusarsi per cena con Cruz
Alla fine ha fatto dietrofront, considerando un errore quella cena con Ted Cruz. A fare “mea culpa” è un uomo di affari gay che ha ospitato nella sua casa di New York un evento elettorale di Ted Cruz che non ha mai fatto mistero di posizioni non proprio gay-friendly. 

Ian Resner (secondo quanto riporta l’AdnKronos), proprietario di un albergo, è finito nel mirino della comunità gay che avrebbe minacciato di boicottare la sua struttura ricettiva. E così, ha chiesto pubblicamente scusa con un post sul suo profilo Facebook: “Ho fatto un terribile errore, sono stato ignorante e naif nell'accettare in troppa fredda di ospitare una cena con Cruz senza avere il tempo di informarmi sulle sue posizioni sui diritti dei gay”, ha scritto Reisner, che ha ospitato quella che era stata definita una “chiacchierata al caminetto” con il candidato repubblicano insieme al partner Mati Weiderpass. 

L’uomo di affari ha poi spiegato di aver letto le dichiarazioni del repubblicano sui matrimoni gay solo dopo l’evento. “Sono shoccato ed arrabbiato, mi scuso per aver ferito la comunità gay e così tanti dei nostri amici, familiari ed alleati, clienti e dipendenti". Anche Weiderpass, socio d'affari del compagno nella gestione dell'albergo, ha chiesto scusa sulla sua pagina Facebook, la stessa su cui aveva pubblicato la foto insieme a Cruz. 

IL PRECEDENTE. C’è un autorevole precedente nella sequela di scuse ex post. Intelligonews, giusto un anno fa, registrò la vicenda dell’amministratore delegato di Mozilla, Brendan Eich, che si dimise dopo una sola settimana dall’incarico. Il motivo della decisione fu determinato dalle polemiche per un contributo di mille dollaro che nel 2008 avrebbe dato a sostegno del referendum anti nozze gay in California. Le critiche dei dipendenti di Mozilla e dell’opinione pubblica, sollevarono il caso e alla fine la società diramò un comunicato per ribadire che “Mozilla crede nell'uguaglianza e nelle libertà di parola”. 

LuBi
autore / intelligo
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