Addio Harry Wu, il controrivoluzionario cinese che mostrò al mondo l'orrore dei Laogai

27 aprile 2016 ore 10:52, Andrea De Angelis
La Cina piange un suo eroe. Un controrivoluzionario. Un personaggio scomodo, anzi di più. Da decenni difensore dei diritti umani in Cina, operando dentro e fuori il suo Paese. Aveva 79 anni Harry Wu, noto al mondo come fondatore della Laogai Research foundation. Lo ha riferito all' AP l'amministratrice dell' omonima organizzazione per i diritti umani. 

Wu, all'epoca studente universitario, fu arrestato e condannato a trascorrere 19 anni nei campi di prigionia cinesi noti come 'laogai' ovvero 'rieducazione attraverso il lavoro' . Dopo il suo rilascio, Wu si trasferì negli Stati Uniti, ma tornò spesso in Cina per condurre ricerche sui 'laogai'. Diventato cittadino statunitense, fu arrestato durante un viaggio in Cina nel 1995 e condannato a 15 anni con l'accusa di spionaggio. Fu però presto estradato negli Stati Uniti dove ha continuato a documentare le violazioni di diritti umani in Cina.

Addio Harry Wu, il controrivoluzionario cinese che mostrò al mondo l'orrore dei Laogai
Venendo più nel dettaglio, Wu studiò all'Istituto di Geologia di Pechino, dove fu arrestato la prima volta nel 1956 per aver criticato il Partito Comunista Cinese durante la Campagna dei Cento Fiori. Benché mai formalmente incriminato e sottoposto a processo, nel 1960, appena ventenne, fu inviato nei "laogai" ("riforma attraverso il lavoro") con l'accusa di essere un controrivoluzionario. Lì rimase per 19 anni durante i quali fu trasferito in 12 differenti campi e costretto ad estrarre carbone, costruire strade e lavorare la terra. Il racconto di quei 19 anni è raccolto in Bitter Winds (1994), memoria delle sue esperienze nei Laogai (edizione italiana: Contro rivoluzionario. I miei anni nei Gulag Cinesi, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2008). Nel libro, scritto insieme alla giornalista Carolyn Wakeman, Wu narra la storia della sua prigionia e della sua sopravvivenza, gli atti di coraggio e solidarietà dei detenuti, e i particolari più raccapriccianti della prigionia, come le giornate a battere i campi in cerca di rane e serpenti che poi venivano serviti come pasti per i prigionieri. Più di una volta al limite della morte e della pazzia, Wu riesce a sopravvivere grazie alla forza della dignità personale. Il Los Angeles Times ha scritto di Bitter Winds: "Merita di essere accostato ad Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzhenitsyn quale insuperabile e personale testimonianza di che cosa accadeva a milioni di uomini e donne innocenti »


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