Re Felipe annuncia il voto: il 26 giugno la Spagna ci riprova (con gli stessi attori)

27 aprile 2016 ore 10:51, Lucia Bigozzi
Il re di Spagna si arrende. Tre giri di consultazioni si risolvono in un nulla di fatto e la Spagna non ha altra via d’uscita che tornare alle urne il 26 giugno (data più probabile). Niente accordo tra i partiti e niente candidati alla premiership. A meno di sorprese dell’ultimo minuto, la strada pare già segnata: scioglimento del Parlamento eletto solo nel dicembre scorso e la data delle nuove elezioni. La corsa contro il tempo per raggiungere un accordo è già scattata, ma di tempo ce n’è rimasto veramente poco se è vero come è vero che lunedì (cioè tra cinque giorni) scade il termine previsto dalla Costituzione per mettere in piedi il nuovo esecutivo. La situazione non ha precedenti: secondo analisti e osservatori se l’accordo – pure in extremis – non verrà raggiunto, sarebbe la prima volta nella Spagna democratica che vengono ripetute le elezioni per il nuovo esecutivo. 

Re Felipe annuncia il voto: il 26 giugno la Spagna ci riprova (con gli stessi attori)
E anche in Spagna, come accade in Italia, queste sono le ore delle polemiche politiche e del rimpallo di responsabilità. Il leader del Psoe Pedro Sanchez
, ha dichiarato dopo averlo detto al re: “Non posso e non devo proporre il mio nome per una nuova candidatura”; il nodo resta il no di Podemos a un’intesa con i socialisti dopochè il Psoe avrebbe accettato 27 richieste delle 30 formulate dal movimento alternativo ai partiti tradizionali. La conseguenza immediata è che il re di Spagna, Felipe VI, alla fine è stato costretto a certificare che “non esiste un candidato che abbia il sostegno necessario per avere la fiducia in Parlamento”, come ha scritto in una nota. Pessimista o forse più realista del re, è il presidente del Parlamento Patxi Lopez secondo il quale le elezioni con la data del 26 giugno sono “inevitabili”, al punto che ha annunciato l’avvio “del processo di scioglimento del Parlamento e per la convocazione delle elezioni”.

Sul versante dei partiti, c’è da registrare l’accelerazione del premier uscente Mariano Rajoy che non ha perso tempo e di fatto, ha già avviato la campagna elettorale tenendo un comizio a Cordova durante il quale non ha lesinato critiche agli avversari politici per la lunga fase di stallo in cui è caduta la Spagna. 

autore / Lucia Bigozzi
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