Regeni, arrestato in Egitto il consulente della famiglia: rischia la pena di morte

27 aprile 2016 ore 11:04, Andrea Barcariol
E' sempre più avvolta nel mistero la morte di Giulio Regeni. L'Egitto rimane arroccato sulla sua posizione e mostra il volto più duro della repressione: una raffica di arresti alle persone vicine al giovane ricercatore friulano, scomparso il 25 gennaio scorso. Lunedì a Il Cairo sono finite in manette almeno 238 persone, tra cui attivisti e giornalisti locali e stranieri, accusati di voler sovvertire il governo e partecipazione a gruppi terroristici. Una retata che ha coinvolto frange antigovernative del paese, così come esponenti della stampa estera e di quella locale. Tra gli arrestati spicca il nome dell'ingegnere Ahmed Abdallah Al Sheikh, il presidente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, un'organizzazione non governativa per i diritti umani che sta offrendo attività di consulenza proprio ai legali della famiglia di Regeni, l'attivista Sanaa Seif e l'avvocato Malek Adly, che aveva conosciuto il 28enne alla fine del 2015 e che nelle prime ore della sua scomparsa si era occupato del caso. Per Abdallah, in particolare, la situazione è molto grave e rischia addirittura la pena di morte. Sul caso di Abdallah sono intervenuti i genitori di Regeni che attraverso il legale Alessandra Ballerini, in una nota, hanno espresso tutta la loro preoccupazione per quanto accaduto: «La famiglia Regeni alla luce anche del comunicato di Amnesty International esprime preoccupazione per la recente ondata di arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verità circa il sequestro, le torture e l'uccisione del figlio Giulio. Particolare angoscia suscita l'arresto di Ahmed Abdallah, presidente del consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, (Ecfr), che sta offrendo attività di consulenza per i legali della famiglia Regeni».

Regeni, arrestato in Egitto il consulente della famiglia: rischia la pena di morte
Tra i giornalisti stranieri arrestati ci sono il danese Stefan Sigurd Weichert, del settimanale egiziano «Al Ahram Weekly», la francese Jenna Le Bras, del sito internet «Middle East Eye», il freelance francese Samuel Forey, il giornalista francese Francois Hume-Ferkatadji, di «Radio Free Europe» e il freelance norvegese Christian Hoff.
Dall'Egitto vogliamo la verità sul brutale omicidio di Giulio Regeni, non una marcia indietro"
- spiega l'europarlamentare del Pd, vice capodelegazione italiana nel gruppo S&D, Isabella De Monte - Sull'omicidio del nostro connazionale permangono cappe di silenzio e ombre inaccettabili, nonostante il grande lavoro portato avanti dall'Italia, il coraggio della famiglia e le pressioni internazionali, a partire da quelle dell'Ue. Gli arresti di numerosi attivisti dei diritti umani indicano una situazione pesante e tesa, che impone di mantenere la pressione per ottenere finalmente la verità".


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]