Che fine ha fatto Monica Guerritore?

27 aprile 2016 ore 11:02, Lucia Bigozzi
di Anna Paratore 

Che fine ha fatto Monica Guerritore? Classe 1958, segno zodiacale Capricorno, bella e distante, icona da donna impegnata, intellettuale, eppure per niente algida, ma appassionata e appassionante, “svergognata” in certe interpretazioni al limite dell’hard che pure l’hanno vista partecipe senza per questo perdere un briciolo di classe. Lei è Monica Guerritore, nata a Roma il 5 gennaio del 1958, inizia a recitare a soli 13 anni in una piccola parte nel film di De Sica, Una breve vacanza, ma il suo vero esordio avviene tre anni dopo ne Il giardino dei ciliegi per la prestigiosa regia di Giorgio Strehler. Monica è un talento naturale, così la sua carriera si avvia spedita, tutta in teatro, in opere classiche come “Zio Vanya” di Cechov, per la regia di Missiroli, la “Dodicesima notte”, per la regia di De Lullo, e “Il malato immaginario” con Romolo Valli.  Dal 1974 al 1979, dunque, questa ragazza giovanissima, bella, dai lineamenti delicati e signorili, mette insieme un curriculum di tutto rispetto. Poi, nel 1981, per Monica c’è l’incontro della vita, quello con Gabriele Lavia, attore ma anche giovane e talentuoso regista. Tra loro nasce un sodalizio sentimentale e artistico che se da una parte vedrà la nascita di due figlie, Maria Fragolina e Lucia, dall’altra darà luogo a tanti lavori, sia teatrali che cinematografici, alcuni dei quali piuttosto discussi.

Che fine ha fatto Monica Guerritore?
Eppure, una cosa è certa, in tutti i suoi personaggi Monica mette cuore e anima. In proposito, sul suo sito, dice di sé: “...quando affronto il racconto di un aspetto femminile
, chiamato "personaggio" so sempre esattamente quello che cerco ma lo so con la mia sensibilità e non con la testa. Io so cosa cerco ma non posso spiegarlo. Quello che cerco non va disturbato con parole, spiegazioni, analisi, ha solo bisogno di venire alla luce con tanta pazienza. E fiducia. Le cose più belle sono nella maggior parte nascoste. Vanno fatte crescere piano, piano. C'è in me una certa timidezza, un certo pudore... questa esitazione, questo pudore segnano la via della profondità. Il pudore, nella ricerca, nelle prove garantisce che quando anche si trovasse qualcosa di molto piccolo, questo sia davvero speciale... la difficoltà sta nell'indurre sempre me stessa a cercarlo...”. Non si vergogna del suo corpo, della nudità, Monica Guerritore se queste sono completamente strumentali alla sua arte, e dal 1984 al 1986 interpreta 4 film erotici. Il primo, per la regia di Salvatore Samperi, fa scandalo perché tratta di incesto, poi è la volta de “La venexiana”, di Mauro Bolognini, pellicola che la vede interprete insieme a Laura Antonelli. Infine, è il suo stesso compagno, Gabriele Lavia, a dirigerla in due film dal forte contenuto sessuale: “Scandalosa Gilda” e “Sensi”.  Ma questi 4 film solo sono una parentesi nella carriera di Monica che torna poi al teatro classico o alla sperimentazione. 

Nel 1996, con un cast che vede Giancarlo Giannini, Raul Bova e Michele Placido, per la direzione di Gabriele Lavia, la coppia porta sul grande schermo “La Lupa”, ottenendo un ottimo successo di pubblico. 1997 Monica compare in Rai nello sceneggiato “Costanza” di Pierluigi Calderoni e subito dopo in L’amore oltre la vita.  Nel 2001 arriva la separazione da Gabriele Lavia, ma la coppia è sempre stata molto riservata, perciò il loro addio non fa scalpore. Monica torna a teatro con Sepe. Nel marzo 2004 la troviamo nel ruolo di Ambra in Amanti e segreti, e due anni più tardi in quello di Ada Sereni nel film in due puntate Exodus: i clandestini del mare. Nel 2007 invece iniziano le riprese di “Un giorno perfetto” di Ferzan Özpetek, che viene accolto da grandi consensi al Festival del cinema di Venezia nel 2008. Nel 2008 recita nel film di Calopresti sulla tragedia della Thyssen-Krupp, La fabbrica dei tedeschi; a settembre-ottobre 2008 gira La bella gente con Antonio Catania e Elio Germano, per la regia di Ivano De Matteo. La pellicola vince il Festival di Annecy e riscuote in Francia notevole successo. Nel 2010 ottiene un ottimo successo sia di pubblico che di critica nel film di Alessandro Genovesi, La peggiore settimana della mia vita, dove interpreta Clara, la suocera svampita di Fabio De Luigi, e dove dimostra di essere perfetta anche nelle classiche commedie all’italiana.  L'anno successivo recita nel film del giovane regista Ivan Silvestrini Come non detto. Nel 2011, poi, le viene consegnato il premio Moriconi come 'Protagonista della scena'.

Non è un caso che alla fine Monica sia tornata al suo amato teatro, dove continua a cimentarsi in opere classiche ma anche in soggetti nuovi e sperimentali, senza mai il timore di mettere in discussione il suo stesso talento. Accanto a lei, dal 2001 l'ex presidente della Rai, professore di Diritto Costituzionale e parlamentare del PD Roberto Zaccaria, sposato poi nel 2010.
Il suo motto? Potrebbe essere una celebra frase di Pina Baush, ballerina e coreografa tedesca che le è contemporanea: “Io so quello che cerco, ma lo so con il cuore e non con le parole”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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