Baratro Grecia: soldi agli sgoccioli, tagli agli ospedali per pagare (anche) Fmi

27 aprile 2016 ore 11:17, Luca Lippi
Mentre si parla di tutt’altro, mentre il giovane Schaeuble pontifica dalla gabbia dell’ambasciata tedesca in territorio italico, la Grecia sprofonda sempre di più nel caos, tra l’arrivo delle migliaia di migranti sulle sue isole e l’assedio dei creditori internazionali che non mollano la presa e vogliono ottenere tagli al bilancio dello Stato per soddisfare i propri crediti.
I principali rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Commissione europea, Banca centrale europea (Bce) e Meccanismo europeo di stabilità (Mes) sono tornati in processione sfarzosa circondati da immagini simili a quelli di un esercito che entra in territorio di guerra in Grecia dopo la riunione dell’Eurogruppo. Hanno rifatto i conti, ma nn era necessario, già si sapeva quale sarebbero state le conseguenze degli aiuti ulteriori al paese ellenico.

Baratro Grecia: soldi agli sgoccioli, tagli agli ospedali per pagare (anche) Fmi

I creditori in processione, pur non avendo trovato ancora una posizione comune, insistono per una linea dura nei confronti del Governo di Atene, simile a quella tracciata da Poul Thomsen, responsabile del Fmi, il quale ha chiesto nuove misure di austerità calcolate in 7,5 / 9 miliardi di euro entro il 2018 ,insieme al taglio alle pensioni. Nel frattempo  l’inflessibile ministro delle finanze tedesco Schaeuble ha accusato il Governo greco di aver creato un “diversivo” con la crisi dei profughi per non rispettare gli impegni (non ieri ma a marzo scorso, ormai è diventato un produttore di cantilene) che sono stati assunti per il superamento della crisi dell’Eurozona.
In sostanza i tedeschi accusano il governo di Atene di approfittare dei profughi per “distrarre” i creditori e dilazionare i propri obblighi di pagamento adducendo scuse. I tedeschi si che sanno come farsi volere bene dagli “alleati”.
Il portavoce del FMI ha insistito nel richiedere al Governo greco un ulteriore taglio di 9 miliardi di euro con misure che siano destinate al taglio delle pensioni e dell’assistenza sociale, quale coronamento degli impegni presi, se queste misure porteranno alla fame la popolazione anziana e le famiglie già fortemente in difficoltà non è questione che interessi ai funzionari del FMI che hanno grande attenzione ai conti finanziari ed al recupero dei crediti concessi, costi quello che costi. 
Il Governo di Tsipras, lo stesso che ha tradito le istanze richieste dalla popolazione nelle ultime elezioni, e si è inchinato alle direttive dei potentati finanziari internazionali, è complice (forse inconsapevole) con la Germania dello sfascio finanziario del Paese.
Il ministro delle Finanze greco, Euclide Tsakalotos, parlando in Parlamento, ha fortemente criticato il Fmi per la posizione dura espressa verso la Grecia, con la richiesta di ulteriori misure di austerità. 
Nei fatti però, è di nuovo “Grexit”, ma non era mai stato altro, semplicemente riemerge, forse a comando, il problema di liquidità. Poi si troverà sempre una soluzione, di questo ne siamo certi, ma al momento serve creare un po’ di “disservizio” per spostare l’attenzione.
Alle cronache, il 21 aprile il ministero della Salute ha inviato agli ospedali una lettera nella quale chiede di spostare tutta la loro liquidità su un conto speciale della Banca Centrale. E' la stessa strategia utilizzata lo scorso anno tra maggio e giugno, quando (con i negoziati con i creditori in stallo e con il paese sull'orlo del default) Atene ha obbligato tutte le realtà statali a girare i soldi in cassa su un conto centralizzato, utilizzato poi come garanzia per raccogliere nuovi fondi a brevissimo termine sul mercato obbligazionario e per tenere in piedi la macchina pubblica.
Ovviamente, far passare provvedimenti così invasivi in un parlamento dove la maggioranza di Tsipras è veramente “rsicata” non potrà che riempire l’estate (come quella scorsa) di notizie di manifestazioni, rivolte e crisi di governo con annessa uscita della Grecia dall’eurozona mentre dietro le quinte il neonato G5 (leggi Europa unita a stelle e strisce) sposta i pedoni sulla scacchiera.

autore / Luca Lippi
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