1 milione di scompensi cardiaci in Italia: open day per il cuore e fattori di rischio

27 aprile 2016 ore 20:33, Adriano Scianca
In 41 centri cardiologici si organizzano incontri e attività aperti alla popolazione dal 1° all’8 maggio e l’iniziativa si inserisce nell’European Heart Failure Awareness Day, campagna europea di sensibilizzazione e informazione promossa dal 2010 dalla Heart Failure Association (HFA) della Società Europea di Cardiologia(European Society of Cardiology ).
Qui potete trovare i centri abilitati e aderenti all’iniziativa. Questo tipo di iniziative, oltre avere il chiaro intento di sensibilizzare le persone sulla prevenzione, ha anche una visione prospettica intelligente per ridurre concretamente la spesa sanitaria a carico delle Istituzioni preposte. 
L’appuntamento di maggio 2016 è dedicato allo scompenso cardiaco, che in sintesi è la “debolezza” o la troppa rigidità del muscolo cardiaco. Questa deficienza nel tempo provoca il malfunzionamento di diversi organi vitali accompagnando il malato inesorabilmente verso l’arresto cardiaco. Statisticamente il 50% della popolazione colpita da questo problema muore dopo appena 5 anni dalla diagnosi, un milione solo in Italia sono le persone “accertate” che ne soffrono. Ovviamente la patologia ha ricadute sul sistema, lo scompenso è causa di 500 ricoveri ogni giorno per un totale di 165mila all’anno, con una durata media di degenza che supera i 10 giorni, e sono numeri importanti, talmente tanto che (per offrire un paragone comprensibile)  che ne fanno la seconda causa di ospedalizzazione dopo il parto.

1 milione di scompensi cardiaci in Italia: open day per il cuore e fattori di rischio

Nei 41 centri coinvolti ci sarà la partecipazione attiva di clinici (cardiologi, internisti), fisioterapisti, infermieri, psicologi, dietologi e altro personale sanitario, pazienti, volontari e istituzioni. In questa campagna, vengono organizzati open day (“ospedale aperto”), incontri educazionali e attività di sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco, per informare sui sintomi, sull’importanza di una diagnosi precoce e sugli stili di vita idonei a prevenire questa patologia.
Massimo Piepoli, membro del board di Hfa e responsabile Unità Operativa Scompenso e Cardiomiopatie, Ospedale di Piacenza, dice: “Lo scompenso cardiaco è spesso una malattia subdola, scambiata erroneamente per il normale progressivo invecchiamento. E invece è una patologia che va riconosciuta e trattata per tempo per non avere ripercussioni anche gravi”, ineccepibile invece la dichiarazione di Nadia Aspromonte, responsabile programma scompenso cardiaco Ospedale San Filippo Neri che riassume un concetto complicato con una frase semplice “Si riconosce solo ciò che si conosce, per questo è così importante l’educazione e l’informazione”.
I fattori di rischio: fumo di sigaretta (16%); ipertensione arteriosa (10%); obesità (8%); sedentarietà (9%); diabete mellito (3%). L’insorgenza è conseguente a un infarto miocardico, o una patologia pregressa (cardiomiopatia, endocardite, miocardite, malattia delle valvole cardiache etc.), che modificano la struttura cardiaca.
I sintomi: dispnea e affanno;facile affaticamento con ridotta tolleranza allo sforzo, anche leggero; congestione o ritenzione di liquidi specie polmonare e/o a carico degli arti inferiori; debolezza generalizzata.
Spiega ancora la Nadia Aspromonte: “Questa non è una patologia che inizia e finisce in un tempo dato, ma si evolve. Nella fase acuta si cerca di stabilizzare la situazione e abbiamo molti strumenti per farlo, a livello farmacologico e di device impiantabili. Quando lo scompenso diventa avanzato, cioè non è più trattabile, si può procedere verso il trapianto o l’assistenza ventricolare”
Invitiamo a partecipare all’evento. 

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