Centrodestra, Rampelli (FdI): "O la coalizione c'è a Roma o non c'è. Se Berlusconi si fosse candidato a Milano?"

27 aprile 2016 ore 15:39, Andrea De Angelis
Continua lo tsunami del centrodestra a Roma e a poco più di un mese dal voto c'è ancora chi parla di un possibile avvicinamento tra Bertolaso e Marchini. Intanto Giorgia Meloni dice che il centrodestra è passato e lei è al lavoro per uno nuovo. IntelligoNews ne ha parlato con l'onorevole Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera...

Il "centrodestra nuovo" di Giorgia Meloni in cosa consiste in concreto? Molti dicono che nelle liste ci sono uomini di Alemanno, il senatore Augello ci ha detto che la Meloni non è nuova, ma la novità è Marchini. Come risponde?
"Credo che la politica italiana abbia bisogno di buona politica, non di essere commissariata dalla tecnocrazia. Sarebbe una pessima scorciatoia per tentare di rendere più efficienti le istituzioni. Fino a prova contraria in democrazia i cittadini possono essere rappresentati esclusivamente dalle istituzioni repubblicane. Se invece delle persone dovessero scendere in campo all'improvviso per una loro sensibilità sociale e un interesse per la propria comunità nazionale, comunque nessuno avrebbe la certezza del risultato. Penso che Giorgia Meloni sia una novità. Difficilmente si può contestare il fatto che a 39 anni è leader di un partito nazionale fondato con coraggio tre anni fa, quando lei aveva 36 anni, sulle macerie di una destra che è stata dilaniata, ma certamente non da Giorgia Meloni".

Lei è stata uno dei ministri più giovani della Repubblica. 
"Anche questo è un gioco che non porta da nessuno parte. La sua investitura è stata legata intanto a un Dicastero sicuramente importante, ma non tra i più importanti. Un ministero senza portafoglio che non ha niente a che spartire con Interni, Esteri e via dicendo. Insomma, non scherziamo. Da ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha fatto un lavoro straordinario, che le viene riconosciuto da tutti. Dalle comunità confessionali alle associazioni del terzo settore e persino dagli avversari politici". 

Centrodestra, Rampelli (FdI): 'O la coalizione c'è a Roma o non c'è. Se Berlusconi si fosse candidato a Milano?'
Insomma, le uniche novità per voi non sono Raggi e Marchini. 
"L'elemento di novità è la buona politica che Giorgia Meloni ha portato all'interno delle istituzioni quando le è stata data la possibilità di far parte di un Governo. Non l'ha certamente invecchiata la politica". 

Qualcuno ancora dice che Bertolaso potrebbe unirsi con Marchini. Comunque cambia poco per voi, la Meloni si sente più forte di entrambi anche se vanno insieme?
"Qui nessuno si sente più forte di qualcun altro. I dati oggettivi che sono sul campo vedono un consenso per Giorgia Meloni che è pari al doppio rispetto a Marchini e a più del doppio rispetto a Bertolaso. Noi abbiamo detto fin dal principio, per tornare all'origine della sua domanda, che non si poteva certo pensare alla coalizione su Roma e far finta di nulla dal dopo amministrative in poi. O la coalizione c'è a Roma o la coalizione non c'è per quanto ci riguarda".

A livello nazionale dunque la ferita non è rimarginabile?
"Se Berlusconi si fosse candidato sindaco a Milano e Fratelli d'Italia avesse deciso di andare da sola con un suo seppur autorevolissimo candidato, penso che Berlusconi non l'avrebbe presa bene. Lo stesso per Salvini. Parliamo di leader nazionali, gli esempi che ho fatto non sono campati in aria perché ciascuno avrebbe fatto un ottimo lavoro come cittadino della propria città. Penso che le risposte che si stanno dando siano di tipo campanilistico, tese a proteggere il quoziente elettorale di un partito piuttosto che di un altro, nessuno si sta ponendo il problema di come la capitale debba essere amministrata e sottratta a un futuro tenebroso rappresentato da un sindaco del Movimento 5 Stelle o da un ulteriore esperienza di un sindaco appartenente al Partito Democratico".
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