Berlusconi dice sì ad Alibaba? Il Milan parlerà cinese (aspettando Lippi)

27 aprile 2016 ore 21:25, Adriano Scianca
Se l'affare dovesse andare in porto, avversari, tifosi e titolisti creativi avrebbero trovato la loro gallina dalle uova d'oro: il Milan ad Alibaba. Striscioni e titoli sui 40 ladroni sarebbero assicurati. In realtà parliamo di Alibaba Group, il colosso cinese con sede a Hangzhou e attivo nei campi di commercio elettronico, mercato online, piattaforme di pagamento e compravendita, motori di ricerca per lo shopping e servizi per il cloud computing. Saranno questi i nuovi padroni del Milan post-berlusconiano?

Berlusconi dice sì ad Alibaba? Il Milan parlerà cinese (aspettando Lippi)
La voce che l'imprenditore Jack Ma - 52 anni, a capo della holding - sarebbe tra i potenziali investitori della cordata che entro la fine della settimana potrebbe ottenere da Silvio Berlusconi il via libera per la fase decisiva della trattativa sulla vendita del Milan si è diffusa in giornata, facendo molto rumore. Al momento, tuttavia, non esistono certezze sulle reali intenzioni del presidente rossonero.  Anche perché i cinesi, prima di muoversi seriamente, vogliono delle garanzie, a partire dalla firma del cosiddetto patto di esclusiva che comporterebbe l’immediata e ufficiale uscita di scena di Bee Taechaubol, il broker thailandese che sembrava dovesse prendersi il Milan qualche mese fa. Bisogna aspettare che Berlusconi sciolga il riserbo, quindi. 

Ma, nel caso in cui l'affare cinese andasse in porto, già emerge un nome importante per il nuovo Milan: Marcello Lippi. L'ex ct campione del mondo avrebbe la fortuna di avere contatti ben avviati con la società rossonera (si parla di lui a Milanello già da tempo) ma anche con i cinesi, avendo già allenato il Guangzhou Evergrande. La proposta dei cinesi, comunque, è chiara e definitiva: 500 milioni di euro per rilevare subito il 70 per cento delle quote e completare la scalata entro un anno. Una valutazione molto lontana da quella avanzata e mai concretizzatasi da Bee Taechaubol (un miliardo id euro) ma certamente più realistica e in linea con il valore del brand rossonero.
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