Tonelli (Sap): “Il nostro sistema è malato: Stacchio un eroe italiano, ma la scorta ci costa 350mila euro”

27 febbraio 2015 ore 10:17, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, Gianni Tonelli, leader del Sap (sindacato autonomo di Polizia)
Tonelli (Sap): “Il nostro sistema è malato: Stacchio un eroe italiano, ma la scorta ci costa 350mila euro”
parla della manifestazione di domani delle Lega Nord a Roma, del caso del benzinaio Stacchio e della gestione dell’ordine pubblico da parte della polizia olandese ieri a Rotterdam.

Timori per la manifestazione di domani della Lega Nord a Roma per il contro-corteo dei centri sociali?

«Dalla brava gente non c’è nulla da temere, mi auguro che i centri sociali non vogliano strumentalmente creare disagi. Abbiamo visto manifestazioni con milioni di persone che non hanno creato nessun problema. Il problema sono i mascalzoni e i professionisti del disordine pubblico, è verso questi che il Paese dovrebbe agire, prendere provvedimenti e dare i mezzi a chi deve intervenire per poterlo fare. Se sono stranieri e danneggiano la Barcaccia, l’orgoglio nazionale determina una levata di scudi. Io ricordo che un anno fa un mio collega, per un gesto inopportuno, una mezza pedata, si trova oggi imputato».


Domani in piazza si parlerà anche del caso del benzinaio Stacchio. Che idea si è fatto della vicenda?


«L’Italia è un sistema che è ormai coniato per i mascalzoni. I poliziotti non possono operare e sono additati come elementi negativi della società, i cittadini onesti non si possono difendere e se intervengono per sventare una rapina a mano armata finiscono alla sbarra».


Qualcuno sottolinea che sarebbe opportuno presidiare meglio il territorio piuttosto che dover sopportare poi i costi di una scorta, come quella messa a disposizione del benzinaio.

«Certo, purtroppo il nostro è un sistema malato. Questo povero disgraziato, che è un eroe del nostro Paese, adesso dovrà pagare anche l’avvocato, senza parlare delle minacce che gli rovinano la vita. Io suggerisco ai cittadini della sua zona di andare a fare benzina da lui e propongo una bella colletta per pagargli l’avvocato».

Quanto costa una scorta di questo tipo, con una pattuglia fissa, 24 ore al giorno?


«Al di là dell’impegno del mezzo e del carburante, considerando le rotazioni, le ferie e le malattie, ci saranno impegnati 12 agenti. Considerando uno stipendio sui 30mila euro ad agente, si può fare una stima intorno ai 350mila euro all’anno di costo per l’erario. Poi bisognerebbe anche considerare le spese di giustizia e il tempo perso per non perseguire altri delinquenti. Questo è l’onere per la nostra collettività che penso sia un po’ malata. Non parlo da poliziotto, ma da cittadino di buon senso».

Come giudica il comportamento di ieri dei poliziotti olandesi con i tifosi giallorossi?


«Mi è sembrato che gli olandesi si fossero impermalositi. Io faccio il poliziotto e vi garantisco che non c’è bisogno di separare i figli dai genitori o di bloccare le persone dentro le stanze, si può fare in molti altri modi. In Italia c’è l’eccesso opposto, dentro gli idranti vorrebbero metterci i petali di rosa invece dell’acqua. Dall’altra parte devo rilevare, in senso positivo, che se c’è la determinazione del sistema, senza mettere a rischio la vita di nessuno, gli eventi negativi si possono evitare. Sotto questo profilo dobbiamo imparare, evitando però di essere spocchiosi e superbi. Loro di fronte a un problema hanno le idee chiare, studiano e scelgono una soluzione, in Italia se dopo quanto accaduto a Roma il ministro parla di Daspo europeo, io cosa posso fare?».


Non pensa che gli olandesi abbiano voluto sottolineare che con una gestione di questo tipo dell’ordine pubblico anche a Roma non sarebbe accaduto nulla?


«Può essere, magari non c’era bisogno di essere sgarbati, se lo sono stati».


Passi in avanti sulla riforma delle Forze dell’Ordine?


«Non vedo una grande determinazione. Credo che questa riforma non debba passare da un accordo tra amministrazioni che partorirà una conservazione dei privilegi a scapito di una reale riforma. Bisognerebbe promuovere in Parlamento una legge delega e dopo affidare all’esecutivo il compito, ma le linee guida devono essere imposte dal Parlamento».
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