Scuola 2.0: arriva l’app “Internetopoli”. Anche Google e Samsung puntano sull’innovazione

27 febbraio 2015 ore 13:59, Andrea De Angelis
I bambini di oggi saranno gli utenti web di domani. E allora perché non istruirli? Perché non dare loro gli strumenti per destreggiarsi fra le insidie della rete?  

Scuola 2.0: arriva l’app “Internetopoli”. Anche Google e Samsung puntano sull’innovazione

  È da questa consapevolezza che nasce “Internetopoli”, la nuova applicazione realizzata dall’istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa (Iit-Cnr) per gli alunni delle scuole primarie e come supporto per insegnanti e genitori che vogliano educare figli “nativi digitali”. L’applicazione, compatibile per Lim (lavagna interattiva multimediale), funziona con i principali sistemi operativi su tablet, smartphone e pc e tocca i principali aspetti della navigazione sicura sulla rete: da quelli di apprendimento a quelli ludici, fino al lato oscuro del web costituito da truffe e violazioni della privacy. “Internetopoli - spiega Domenico Laforenza, presidente dell’area della ricerca del Cnr di Pisa - è un gioco che cala i bambini in una città immaginaria che è internet, edificata con numeri e indirizzi di persone, cose e istituzioni: ad esempio all’indirizzo 82.112.217.155 abita il sito www.parlamento.it. Usa un’interfaccia semplice, animata da video e mappe con domande rivolte agli utenti: chi risponde esattamente passa al quadro successivo”. Istruire e formare. Non è a caso quindi che i colossi della tecnologia stiano investendo su questo reparto. Google attraverso il suo responsabile per l'Europa, Matt Brittin ha fatto sapere che investirà 25 milioni di euro per l'istruzione digitale di almeno un milione di cittadini europei entro il 2016, spiegando che l'obiettivo è creare nuovi programmi europei e realizzare un polo di formazione online dedicato al training delle piccole e medie imprese. Secondo Brittin l'Unione europea prevede che 900 mila posti di lavoro rimarranno vacanti perché gli studenti mancano di capacità. “I politici europei - ha continuato Brittin - devono spianare la strada per la costruzione di un mercato unico digitale che, come ha riconosciuto la Commissione europea, è fondamentale per la crescita. Infatti, potrebbe portare a un incremento del Pil in Europa del 4% entro il 2020 e produrre una crescita addizionale fino a 250 miliardi di euro'' E sull’istruzione punta anche Samsung con il progetto Smart Coding con il quale vuole avvicinare studenti, docenti e genitori al mondo della programmazione digitale e del pensiero computazionale. Un’iniziativa che si rivolge agli istituti primari e secondari di primo grado e prevede un percorso didattico con dei laboratori finalizzati all’elaborazione di progetti digitali. Mille classi in 750 scuole in tutta Italia, guidate da un team di 25 educatori specializzati, per introdurre gli studenti più giovani al coding, cioè introdurre il pensiero computazionale e alla capacità di risolvere i problemi in maniera efficiente e collaborativa. Tutti i progetti saranno caricati entro il 28 maggio su una piattaforma web dedicata. I dieci migliori lavori, giudicati da esperti di coding, consentiranno alle scuole vincitrici di ricevere in dotazione una classe digitale, con tablet, e-board e un formazione didattico-digitale rivolta a docenti e genitori. “Grazie a un protocollo d’intesa siglato con il Miur - ha detto Mario Levratto, direttore delle relazioni esterne di Samsung Elettronics Italia - Smart Future (che fino oggi ha interessato 37 scuole) partirà in altre 54 classi in tutta Italia, individuate tramite un bando online. Lo scorso anno, il progetto si è inoltre arricchito di una collaborazione con il Moige ed ha coinvolto anche le scuole con un presidio ospedaliero”.
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