Le maggioranze variabili di Renzi cascano sulla Palestina. Una spia politica...

27 febbraio 2015 ore 16:43, intelligo
Le maggioranze variabili di Renzi cascano sulla Palestina. Una spia politica...
di Marco Guerra Il gioco delle maggioranze variabili del governo Renzi va a sbattere su uno scoglio durissimo chiamato Palestina. L’Aula di Montecitorio oggi ha infatti approvato due mozioni differenti, e in parti contrastanti, sul riconoscimento dello Stato palestinese. Due testi differenti, uno stilato dal Pd e approvato con il concorso di Sel, l’atro proposto dai centristi di Area popolare (Ncd più Udc) e Scelta civica. La mozione dei democratici, passata con 300 voti favorevoli e 45 contrari, impegna il governo "a continuare a sostenere in ogni sede l'obiettivo della Costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d'Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo". C'è quindi l'impegno per il governo a "promuovere il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele". Il testo di Area popolare non prevede invece il riconoscimento diretto della Palestina ma lo condiziona a un primo passaggio impegnando il governo "a promuovere il raggiungimento di un'intesa politica tra il gruppo islamico Hamas e il suo antagonista laico Al-Fatah che, attraverso il riconoscimento dello Stato d'Israele e l'abbandono della violenza determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese". Parole, queste della seconda mozione, che suscitano il plauso dell’ambasciata israeliana a Roma che in una nota commenta: "Accogliamo positivamente la scelta del parlamento italiano di non riconoscere lo Stato palestinese e di aver preferito sostenere il negoziato diretto fra Israele e i palestinesi, sulla base del principio dei due Stati, come giusta via per conseguire la pace". Di tutt’altra opinione Stefano Fassina che ha definito "ridicolo" il via libera fornito a due documenti "in contrapposizione", mentre Vendola parla di "ambiguità" di questo esecutivo. Il dato politico è che uno conto è usare le maggioranze variabili sulle questioni di politica interna, un altro conto e maneggiarci i dossier di politica internazionale. In Italia siamo abituati alle coalizioni intercambiabili fin dai tempi del compromesso storico. Ma dimostrare di non possedere una linea comune sugli sviluppi politici della madre di tutte le crisi internazionali è un segnale di debolezza che l’Italia non può permettersi di mandare mentre il terrore avanza in tutto il Medio Oriente e nel Mediterraneo.
autore / intelligo
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