Lega e Ncd insieme a Milano: Parisi fa "il miracolo" e sui rom è senza equivoci

27 febbraio 2016 ore 10:16, Adriano Scianca
E’ partita la campagna elettorale del candidato sindaco del centrodestra a Milano Stefano Parisi. 
Il quale, al di là del risultato finale un piccolo miracolo sembra averlo già ottenuto, quello cioè di ricompattare tutto il centrodestra da Salvini ad Alfano passando per Berlusconi e la Meloni. 
Il leader della Lega Nord, per nulla imbarazzato di sedere accanto all'ex ministro del Nuovo Centrodestra Maurizio Lupi nella conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco, è convinto  della vittoria di Parisi e profetizza:  "Sarà un avviso di sfratto a Renzi" e poco importa se l’Ncd non abbia nessuna intenzione di staccare la spina al Governo. "Non esageriamo, se vincerò sarà soltanto sindaco di Milano" ci tiene a precisare Parisi ex city manager del Comune al tempo del sindaco Gabriele Albertini che aggiunge: 
"A Milano dobbiamo riportare a votare le centinaia di migliaia di persone che non ci vanno più. La presenza ai seggi è debole in tutta Italia -spiega - ed è un sintomo molto negativo di disaffezione alla politica. E' molto importante per la democrazia che la gente torni alle urne". 
Lega e Ncd insieme a Milano: Parisi fa 'il miracolo' e sui rom è senza equivoci
Poi Parisi aggiunge: "Qualcuno mi ha chiesto perché non mi sono candidato a Roma  -ha detto con riferimento alle sue origini capitoline - Roma però è più complicata e nessuno me lo ha chiesto. Mi candido a Milano perché penso che sia la città migliore dove realizzare una nuova piattaforma di governo che sarà importante per tutto il Paese". 

Oltre al leader del Carroccio Salvini alla presentazione ufficiale c'erano anche Maurizio Lupi di Ncd, Maria Stella Gelmini di Fi, e Ignazio La Russa di Fratelli d'Italia. E proprio il sostegno dei quattro partiti è stata la condizione che lo ha convinto a scendere in campo. 
Le parole chiave di Parisi sono state:  sicurezza, "con telecamere del Comune e dei privati messe in rete per creare metadati"; riqualificazione delle periferie; innovazione e semplificazione della macchina comunale, "facendo ad esempio dialogare le 130 banche dati di Palazzo Marino che ora sono separate. E poi un rapporto meno subalterno da Roma. 
Ma soprattutto spiega Parisi "dobbiamo guardare a come sarà Milano tra 10 o 20 anni. Oggi nei cassetti di Pisapia non c'è nulla e bisogna riprendere il percorso iniziato con Albertini e gli stati generali del 1998". 
A Milano roccaforte del Carroccio per vincere servono toni leghisti e così Parisi diversamente da Bertolaso dice la sua sui Rom senza equivoci: "Sì a Milano città aperta ma tutti devono rispettare le regole. Su questo sarò rigorosissimo e la tolleranza sarà zero. "Quello che è certo - assicura Parisi, è che fra cinque anni avremo una città cambiata e molto migliorata, una riedizione del miracolo di Milano registrato ai tempi del centrodestra a Palazzo Marino effetto delle decisioni della giunta di Gabriele Albertini e poi di Letizia Moratti".
Dopo il miracolo di aver ricompattato il centrodestra ora Parisi spera pure di vincere; ma il miracolo in questo caso potrebbe poi non essere così necessario. 

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