Unioni civili anche tra Renzi e Verdini: una settimana di interviste di fuoco

27 febbraio 2016 ore 8:00, Lucia Bigozzi
Le unioni civili spaccano il Senato ma sul voto di fiducia il ddl Cirinnà decurtato della stepchild adoption passa. Voti trasversali, nessuna sorpresa. Con buona pace di Alfano che rischia di essere scavalcato come “ala” di Renzi da quella di Verdini, sempre più contiguo ai renziani. Settimana sui carboni ardenti che Intelligonews ha raccontato dando voce a tutti i protagonisti. Partiamo dal fondo. Se giovedì la senatrice renziana Rosa Maria Di Giorgi annunciava a tambur battente un ddl sulla riforma delle adozioni, venerdì la collega Monica Cirinnà è stata più esplicita parlando di un provvedimento di imminente approdo a Montecitorio e di iter parlamentare super-accelerato. L’elemento in più è che si tratterà di un ddl sulle adozioni per coppie omosessuali. Novità confermata a Intelligonews dal parlamentare dem Alessandro Zan che ne spiega peculiarità e obiettivi. Valentina Castaldini, portavoce di Ncd, ci rovescia sopra litri e litri di acqua quando dice che il tema delle adozioni non è sul tavolo e il suo partito non sarà mai disposto a trattare.  

Unioni civili anche tra Renzi e Verdini: una settimana di interviste di fuoco
Chi è scontento e chi contento? Un po’ tutti: scontenti i cattolici, scontenti gli esponenti della comunità lgbt che puntavano sulla stepchild. Lo dice Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia e lo ripete Cristina Cappellini (Lega), assessore regionale di Regione Lombardia. A metà settimana il presidente del Senato Grasso “scopre” che il super-canguro non si può fare e i grillini cantano vittoria. Sul versante economia, Antonio Maria Rinaldi (docente universitario) segnala che in tempi di vacche magre è “più difficile far quadrare conti e diritti” a proposito dell’impatto della legge sulle casse pubbliche. Il giovedì è il giorno della fedeltà: il vincolo sparisce dal testo e tutti esultano, a cominciare dal sottosegretario Ivan Scalfarotto che la considera un “retaggio medievale”. Non la pensa così Giorgio Ponte, scrittore, omosessuale, convinto che sia “un escamotage anche per destrutturare la famiglia”. Il patto tra i cattolici Renzi Alfano con tanto di fedeltà saltata in aria, visto da un cattolico e giornalista come Mario Adinolfi significa una iniziativa “pesantemente umiliante per lo stesso mondo omosessuale”. Per Massimo Gandolfini, leader del Comitato difendiamo i nostri figli, che è poi l’artefice del Family Day, “con Renzi è finita la democrazia”. Il filosofo Diego Fusaro non va per il sottile decretando “la fine dei partiti senza valori” e sulla fedeltà "perduta" (dalla legge) osserva che "dopo lo Stato nemico, tocca alla famiglia col modello migrante". E la criminologa Roberta Bruzzone non ha dubbi quando dice che "sdoganare il concetto di fedeltà e rispetto dalla coppia è molto pericoloso". Se al Senato si spengono i riflettori (per ora), si accenderanno giusto la prossima settimana alla Camera dove la battaglia per le adozioni gay, ricomincia. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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