Giorno della Memoria. Pontecorvo: "I giovani hanno il dovere di farsi portatori del ricordo"

27 gennaio 2014, Micaela Del Monte
"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" diceva Primo Levi. Così allo stesso modo lo è ricordare.
Ma ormai dalla fine della seconda guerra mondiale, e quindi dall'apertura dei campi di sterminio, sono passati 69 anni e purtroppo le voci da cui possiamo apprendere direttamente cosa è accaduto sono sempre di meno. Per questo i giovani hanno un ruolo fondamentale. A loro spetta istruirsi e apprendere il più possibile da chi può ancora raccontare, perché un giorno non ci sarà più chi potrà farlo.       

 Oggi, Giorno della Memoria, Intelligonews ha contattato Gianluca Pontecorvo, un giovane ebreo romano e ideatore e co-fondatore del Progetto Dreyfus, che cerca di combattere l’antisemitismo sul web tramite il network. A lui abbiamo chiesto come si può, e si deve, evitare di dimenticare. 

Giorno della Memoria.  Pontecorvo: 'I giovani hanno il dovere di farsi portatori del ricordo'
Oggi è il giorno della memoria e purtroppo sono sempre meno le persone che possono raccontarci in prima persona cos'è accaduto in quegli anni, come credi che un giovane possa "tramandare" il ricordo della Shoah?

«Credo che pensare al giorno della memoria come qualcosa di lontano nel tempo sia il modo più facile, sopratutto per le nuove generazioni, per non comprendere a pieno la gravità della Shoah. Oggi ricordo, come personalmente ricordo 365 giorni l'anno. La cosa che però mi fa pensare in questo giorno è il pericolo che quotidianamente tutti noi corriamo. Oggi, rivedendo quelle immagini, sentendo quelle parole intrise di dolore e non di odio non ho paura ma penso ai miei cari, alle persone a cui voglio bene e viene forte dentro di me la voglia di combattere queste recrudescenze di antisemitismo perché questo non possa riaccadere».

Credi che i giovani abbiano un ruolo fondamentale nel ricordo di ciò che è stato? 

«I giovani hanno il dovere di farsi portatori della memoria. I nazisti e chi li aiutava non facevano certo distinzione se eri giovane o vecchio, uomo o donna, malato o in salute. Loro in quanto ebreo o altre categorie colpite nel corso della Shoah consideravano queste persone "cose, animali o peggio ancora esseri inferiori da eliminare in tutti i modi». 

Quale credi sia il modo migliore per sensibilizzare i giovani su questo argomento? 

«Credo fortemente che la memoria debba adattarsi ai tempi e ai linguaggi dei giovani. Lavorando nel mondo della comunicazione sono dell'idea che i social network, se utilizzati con cognizione di causa, possano essere un ottimo strumento per tramandare il ricordo ed evitare che le bugie di negazionisti e revisionisti possano trovare spazio nell'immaginario della società civile». 

Il neonazismo e l'estrema destra si stanno facendo sempre più sentire. Teste di maiale, scritte negazioniste e contro Anna Frank. Come combattere questo tipo di espressioni?

«Questi atti intimidatori non disturberanno certo la mia vita quotidiana. Continuerò ad essere un cittadino italiano fiero di essere di religione ebraica e profondamente antifascista. Questi atti intimidatori, di ispirazione mafiosa e compiuti di vigliaccamente di notte e in anonimato sono gesti che si commentano da soli. Personalmente sono orgoglioso di aver letto tantissimi messaggi di solidarietà da parte della società civile e delle istituzioni segno del fatto che si, l'antisemitismo ancora non è morto ma oggi il popolo italiano sa perfettamente da che parte è la giustizia e la verità».

Più in generale credi che si stia abbassando la guardia?

«La guardia non è mai bassa ma si può certo sempre fare di più. Le istituzioni ci tutelano e ci proteggono mantenendo sempre un presidio di sicurezza davanti le istituzioni ebraiche. Un grazie per questo alle forze dell'ordine e alla polizia. Per migliorare non sono la sicurezza degli ebrei ma anche di tutta la popolazione italiana bisognerebbe andare ad arrestare questi pericolosi fomentatori d'odio e relegarli nel posto che più gli si addice. La galera. Questo non perché si nega a qualcuno la possibilità di esprimersi ma perché si va contro quelli che sono i principi fondamentali della nostra Costituzione». "Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo" diceva sempre Primo Levi.  

Se non c'è conoscenza non c'è il ricordo, ma senza il ricordo, dopo di noi, nessuno avrà più conoscenza (e coscienza). 

Ed è così che abbiamo voluto onorare nel migliore dei modi la Giornata della Memoria. Non perché sia giusto ricordare una sola volta l'anno.  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]