Unioni civili nel Pd: senatori approvano Ddl Cirinnà, ma la mediazione? Non c'è

27 gennaio 2016 ore 9:40, Americo Mascarucci
Il gruppo Pd del Senato all'unanimità ha dato il via libera all'impianto del Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili. 
Un voto giunto al termine della riunione del gruppo dopo il rinvio deciso la settimana scorsa a causa delle divergenze emerse su alcuni aspetti controversi della legge. 
In pratica i senatori Dem hanno detto sì all'impianto della legge fermo restando che per ciò che concerne il punto più delicato, quello della stepchild adoption, resta comunque in campo la libertà di coscienza. 
Tuttavia il dato politico è quello che conta di più e sta a dimostrare la volontà del Pd di arrivare in tempi rapidi all'approvazione del ddl ritenuto essenziale e non più rinviabile. Ora nei prossimi giorni si lavorerà per trovare un compromesso sui temi più controversi ad iniziare dalle adozioni per le coppie gay, unico terreno di scontro fra l'area laica e quella cattolica del partito. 
Giovedì si voteranno le pregiudiziali di costituzionalità della legge, poi da lunedì prossimo si cominceranno a votare gli emendamenti. "Dopo il voto di oggi l'accordo nel Pd è più vicino - dichiara la senatrice Monica Cirinnà - I senatori hanno detto unanimemente che voteranno sì nel voto finale alla legge. Restano delle opinioni diverse sulle adozioni ma abbiamo una settimana di tempo per trovare un'intesa". 

Unioni civili nel Pd: senatori approvano Ddl Cirinnà, ma la mediazione? Non c'è
Il capogruppo al Senato Luigi Zanda esulta: "Ce ne infischiamo del voto segreto. Il Pd esprime le proprie opinioni, anche diverse, alla luce del sole. La prossima settimana diremo quali saranno gli emendamenti per i quali ci sarà libertà di voto. L'adozione è uno dei punti lasciati all'arbitrio personale. Il rinvio al 2 febbraio - ha spiegato ancora Zanda - è stato deciso perché ancora non conosciamo tutti gli emendamenti". Zanda parla comunque di posizioni trasparenti all'interno del gruppo. "I senatori del Pd non hanno alcun interesse per i voti segreti. Esprimeremo le nostre posizioni in modo pubblico e trasparente, come le abbiamo espresse nelle nostre assemblee". 
Adesso resta da trovare la mediazione sul delicato tema delle adozioni attraverso la sintesi delle varie proposte in campo. Stepchild adoption o affido rafforzato? 
Nelle ultime ore ha preso quota la proposta del renziano Andrea Marcucci, co-firmatario con Giorgio Pagliari di un emendamento sul biennio di pre-adozione che per i cattolici potrebbe rappresentare un buon punto di accordo. 
La mediazione sono tutti certi si troverà, ma intanto resta sul campo la libertà di coscienza nel caso in cui il compromesso non si dovesse trovare e restasse quindi in campo la stepchild, ossia la possibilità per una coppia gay di adottare il figlio biologico del compagno. 
Intanto da Strasburgo è arrivato l'ennesimo invito del Consiglio dì'Europa a fare presto. "Incoraggio l’Italia a garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso così come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani del 21 luglio 2015 e come accade nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa" è il messaggio inviato a Roma dal segretario generale Thorbjorn Jagland. 
E quando si tratta di certi argomenti chissà perché l'opinione dell'Europa è sempre un dogma. 
 
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