Il caffè non nuoce alla salute, anzi fa bene: ma senza esagerare

27 gennaio 2016 ore 7:45, Americo Mascarucci
Un altro luogo comune sembra essere stato smentito.
Non sarebbe affatto vero infatti che il consumo regolare di caffeina aumenti il rischio di battiti cardiaci irregolari o in eccesso, che possono essere causa di patologie cardiache anche mortali.
Lo afferma uno studio pubblicato sul Journal of American Heart Association, secondo cui andrebbero modificate le linee guida che lo sconsigliano per chi ha problemi cardiaci. 
Nel loro studio, hanno analizzato 1.388 partecipanti selezionati in modo casuale dal database Cardiovascular Health Study. 
Sono state valutate le abitudini alimentari di base ed è stato eseguito un monitoraggio elettrocardiografico ambulatoriale. Fra i partecipanti, 840 (il 61%) consumavano più di un prodotto contenente caffeina al giorno. I ricercatori non hanno trovato differenze nel numero di Pac o Pvc collegabili ai livelli di consumo di caffè, tè e cioccolato in questo gruppo, e nemmeno in chi sceglieva più di frequente questi prodotti c’era un’associazione con battiti cardiaci extra. 
"Le raccomandazioni cliniche contro il consumo regolare di prodotti contenenti caffeina per prevenire disturbi del ritmo cardiaco dovrebbero essere riconsiderate, dato che potremmo aver scoraggiato senza motivo il consumo di alimenti come il cioccolato, il caffè e il tè, che invece potrebbero avere benefici cardiovascolari", ha sottolineato l’autore senior del lavoro, Gregory Marcus.  Discorso analogo vale per tè e cioccolato, anch'essi basati su un principio attivo di tipo alcaloide, simile alla caffeina, e anch'essi imputati di andare ad interferire con il corretto svolgimento delle funzionalità del cuore.

Il caffè non nuoce alla salute, anzi fa bene: ma senza esagerare
Fra i gruppi studiati non è stata riscontrata alcuna differenza nella frequenza di problemi legati ai battiti cardiaci. 
Secondo i ricercatori americani, la sensazione di tachicardia e palpitazione che può colpirci dopo l'assunzione di caffè resta, appunto una semplice sensazione, priva di un corrispettivo effetto biologico, dato che in realtà la caffeina sembrerebbe non alterare affatto ritmo e funzionalità del cuore.
"Eccessive contrazioni atriali premature (Pac) - sottolineano gli esperti - hanno dimostrato di provocare fibrillazione atriale, ictus e morte, mentre eccessive contrazioni ventricolari premature (Pvc) possono portare a un aumento dell'insufficienza cardiaca, a malattia coronarica, con conseguenze anche qui mortali. Entrambe le anomalie in passato sono state legate al consumo di caffeina attraverso studi e sperimentazioni, ma questi studi sono stati effettuati diversi decenni fa e non consideravano i disturbi in questione come out primario. C'è infatti una recente e crescente evidenza, affermano i ricercatori californiani, che indica potenziali benefici cardiovascolari di diversi prodotti contenenti caffeina, come appunto caffè, cioccolato e tè. Ma l'incertezza clinica porta ancora oggi a sconsigliarne l'abuso, per evitare presunti problemi cardiaci". evidenziano gli autori.
L'abuso dunque è sermpre sconsigliato

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