Scoperta Made in Italy: la forma della memoria è in un gene-bussola dell'ippocampo

27 gennaio 2016 ore 10:34, Andrea De Angelis
Non abbiamo fatto in tempo a scoprire, o meglio vedere fotografato un "mal di testa" che subito una nuova scoperta ci porta a vedere, questa volta nel senso di comprendere, quello che potremmo definire il "ben di testa", ovvero il gene che permette al nostro cervello di avere memoria. Una scoperta sensazionale e tutta Made in Italy che merita di essere però ben spiegata. 

Era infatti già stato fotografato nel 2007 da una ricerca italiana ed ora è sempre un team di scienziati del nostro Paese a rivelare meglio la funzione del Coup-Tfi: è lui il custode del "Gps" del cervello. Per gli esperti la sua attività è cruciale per il corretto sviluppo di quell'area cerebrale simile a un "cavalluccio marino", l'ippocampo, responsabile della memoria. Coup-Tfi viene identificato come il primo gene che ne controlla la forma. In sua assenza l'ippocampo presenta una testa molto piccola e questa alterazione provoca un'incapacità di memorizzare elementi nello spazio circostante, una sorta di anomalia nel sistema Gps del cervello. La scoperta pubblicata su Cerebral Cortex è stata sostenuta dalla Fondazione Telethon. La firma un gruppo di ricerca coordinato da Elvira De Leonibus, Faculty e Head of Behavioral facility nell'Istituto Telethon di Pozzuoli e responsabile del Laboratorio di neuropsicofarmacologia dell'Istituto di genetica e biofisica (Igb) del Cnr.
Scoperta Made in Italy: la forma della memoria è in un gene-bussola dell'ippocampo
Come riporta Repubblica.it, gli obiettivi futuri della ricerca sono individuare e sperimentare molecole in grado di modulare l'espressione del gene Coup-Tfi e individuare nuovi geni, ancora sconosciuti che invece alterano altre parti dell'ippocampo, come appunto la coda. Nel 2007 fu proprio l'Istituto Telethon di Napoli il teatro della scoperta di Coup-Tfi nelle vesti di "gene architetto" (si osservò allora che la sua mancanza modifica le proporzioni della neocorteccia, la parte evolutivamente più avanzata del cervello). Il nuovo lavoro, condotto da Gemma Flore dell'Istituto Telethon di Pozzuoli, aggiunge un altro tassello.

L'assenza del gene nei topi, e la conseguente alterazione morfologica dell'ippocampo, causa nell'animale la difficoltà per esempio di memorizzare la posizione di una piattaforma all'interno di una piscina. 
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