Rouhani, l'Occidente è sessocentrico: quelle statue coperte e le unioni civili in piazza

27 gennaio 2016 ore 11:17, Americo Mascarucci
Chissà se fosse ancora in vita Oriana Fallaci come reagirebbe di fronte alla copertura delle statue nude dei musei capitolini per non urtare la suscettibilità del presidente iraniano Hassan Rohani in visita in Italia? Lei che di fronte all'ayatollah Khomeini si tolse il velo proprio per non sottostare al diktat di coprire il capo imposto dalla Repubblica islamica alle donne? 
Nudi coperti e niente vino a tavola, perché l'ospite è sacro ancora di più se nel caso di Rouhani si tratta pur sempre di un ayatollah, ossia un sacerdote sciita. Moderato quanto volete, riformista, amico dell'Occidente ma sempre ligio osservante dei precetti coranici. 
E naturalmente la polemica divampa contro quella che è stata definitiva la "sudditanza di Renzi al regime teocratico iraniano". Stavolta a Rouhani sono stati risparmiati i lanci di uova e le contestazioni che accompagnarono la visita del suo predecessore Khatami ma forse la copertura delle statue è stata una decisione troppo esagerata.

Rouhani, l'Occidente è sessocentrico: quelle statue coperte e le unioni civili in piazza
Ancora di più in un Paese come l'Italia dove se uno si azzarda a parlare di castità ai giovani, invitandoli ad esempio a non fare sesso prima del matrimonio, viene automaticamente deriso e trattato alla stregua di un marziano. 
Sabato prossimo al Circo Massimo si svolgerà al Family Day con i cattolici che scenderanno in piazza per difendere la famiglia fondata sul matrimonio e dire no alle adozioni gay. Nel giugno scorso quando si è svolta la manifestazione in Piazza San Giovanni il mondo gay e Lgbt parlò di "piazza integralista, fascista, oscurantista, medievalista" ecc. soltanto perché le famiglie rivendicavano il diritto di un bambino ad avere un padre ed una madre. 

Stranamente a sostenere i diritti civili, le libertà individuali, la pretesa dell'individuo di poter fare ciò che vuole in base al principio che l'etica e la politica devono restare distinti e che lo Stato non deve punire i peccati ma soltanto i reati, è quello stesso Governo che si è talmente adeguato all'ospite d'onore da ricoprire le statue troppo oscene per non urtare la suscettibilità di Rohani. 
Strano paese l'Italia; pronto a riconoscere le convivenze, le nozze gay, le famiglie monogenitoriali, i figli in provetta e chi più ne ha ne metta ma incredibilmente moralista quando deve ricevere il rappresentante di un Paese islamico con cui stringere affari da 17 miliardi. Come se tutto sommato si avesse la consapevolezza che quei nudi ostentati in bella mostra non sono poi tanto opportuni da mostrare. Perché in fondo gli islamici così retrogradi, così insensibili ai diritti civili, pronti a flagellare o ad uccidere tramite lapidazione adultere, omosessuali o chi osa ribellarsi ai precetti coranici nella perfetta continuità fra politica e religione, costituzione e Corano, non hanno poi tutti i torti. In fondo quella è la loro civiltà, la loro tradizione, il loro modo di vivere. E allora per una volta mettiamo pure il velo alla civiltà occidentale coprendo quei nudi che possono turbare le coscienze degli ospiti iraniani. Poi da domani sotto con il ddl Cirinnà e la stepchild adoption. Tanto Rouhani è partito, gli accordi commerciali li ha firmati e il velo dell'ipocrisia può pure cadere. 

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