P.Iva più tutelate, la riforma: malattia, ferie e maternità

27 gennaio 2016 ore 11:26, Luca Lippi
Domani si terrà la riunione del Consiglio dei Ministri durante la quale si parlerà di Partite Iva così come promesso dal presidente del consiglio a fine anno scorso quando aveva annunciato l’arrivo di una sorta di Jobs Act per i lavoratori autonomi (peraltro confermato poche settimane fa), tuttavia al momento, secondo quanto previsto, si tratta di novità che dovrebbero interessare per intero le Partite Iva Ordinarie e solo in parte quelle di coloro che aderiscono al nuovo regime agevolato.
Inutile ricordare, al contrario di quanto si è sempre creduto nella vulgata, che il mondo delle Partite Iva ha sostenuto l’economia del nostro Paese nonostante altri settori siano stati per decenni una palla al piede senza ritegno e che solo ora sono sotto la lente d’ingrandimento come è giusto che sia. Con la crisi che affligge l’Europa dal 2008 le sofferenze maggiori sono state proprio per i professionisti e i commercianti che subendo direttamente i colpi sono crollati uno ad uno come birilli facendo cadere il sostegno economico e creando le criticità che stanno facendo emergere le attuali polemiche su chi, realmente, ha danneggiato per anni il sistema “andando a vela” e sclerotizzando il funzionamento della PA (fortunatamente non tutti). Da domani finalmente si comincia a ricostruire un rapporto equo e sostenibile per agevolare la rinascita di un settore economico fondamentale, settore che costa poco allo stato e procura entrate oltre veicolare la circolazione di denaro con conseguente ritorno in termini di imposte indirette e dirette totalmente pagate dalla tasca “privata” e non pubblica.

P.Iva più tutelate, la riforma: malattia, ferie e maternità
Tra le principali novità del cosiddetto Statuto dei lavoratori autonomi, la deducibilità al 100% di tutte le spese sostenute per aggiornamento e formazione entro un tetto di 10mila euro annuo, e un'estensione della tutela alla maternità, consentendo a professioniste e autonome di poter richiedere l'indennità anche senza sospendere l'attività lavorativa; estensione dei congedi parentali a 6 mesi e la possibilità di sospendere, in caso di malattia grave, il pagamento dei contributi previdenziali fino a due anni, recuperando in seguito con pagamenti rateizzati. Un grande aiuto arriva dal Ddl per lavoratori autonomi che prevede la sottoscrizione di una polizza assicurativa per la tutela nel caso di ritardi nei pagamenti delle fatture e portare in detrazione i premi pagati, ed è fissato in 60 giorni il termine di pagamento per i compensi loro dovuti. Vengono poi rafforzate le tutele nei casi di gravidanza e malattia: la prestazione lavorativa si sospende per un periodo fino a 150 giorni, senza che l’assenza determini l’estinzione del rapporto di lavoro, e se la malattia o l’infortunio superano i 60 giorni, il lavoratore autonomo può sospendere il versamento dei contributi per tutta la durata del periodo, fino a un massimo di due anni. Per chi lavora da casa poi, è stato stabilito che il lavoratore mantenga  pieni diritti, e cioè che la retribuzione sia la stessa degli altri colleghi subordinati che lavorano esclusivamente in azienda (a parità di mansioni), che vengano garantiti i normali tempi di riposo, e previsti incentivi fiscali e contributivi in relazione agli incrementi di produttività.

autore / Luca Lippi
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