Se i test non ci sono i topi ballano: addio sperimentazioni sugli animali?

27 gennaio 2016 ore 12:11, Americo Mascarucci
Una buona notizia per i topi, utilizzati solitamente negli esperimenti di laboratorio come cavie.
Il loro contributo alla ricerca scientifica potrebbe non essere più tanto determinante. 
Infatti potrebbe non essere più necessaria alcuna sperimentazione sugli animali per verificare la tossicità di sostanze come pesticidi, additivi alimentari o farmaci.
Lo evidenzia una ricerca condotta da Ruili Huang, dell'Istituto nazionale per la salute (Nih) e basata sui dati di Tox21, il vasto progetto americano nato per sviluppare metodi più efficienti per testare la pericolosità delle sostanze chimiche per l’uomo e l’ambiente. Le sperimentazioni potranno essere applicate su colture di cellule, attraverso la tecnica delle "colture cellulari in vitro". 
Nel corso degli anni i ricercatori coinvolti nel progetto hanno analizzato gli effetti di oltre 10.000 sostanze chimiche sia con tecniche in vitro, ossia su colture di cellule umane, che in vivo sugli animali. Confrontando gli oltre 50 milioni di dati raccolti sui diversi tipi di test, i ricercatori affermano che i modelli in vitro sono in grado di predire con grande precisione gli effetti tossici sia su animali che uomini. 
Se i test non ci sono i topi ballano: addio sperimentazioni sugli animali?
Anche se i risultati dovranno essere ulteriormente analizzati, gli autori dello studio spiegano che i test tossicologici possono essere fatti con successo usando colture cellulari in vitro. 
Una notizia che tuttavia ha acceso speranze soprattutto nel mondo animalista ed ambientalista.
"L'uso degli animali a fini sperimentali, metodo mai validato scientificamente, ha permesso di immettere sul mercato centinaia di migliaia di sostanze tossiche come pesticidi, droghe, interferenti endocrini e inquinanti – commenta Michela Kuan, biologa, responsabile LAV Settore Vivisezione – I test tossicologici eseguiti su animali hanno un costo elevato sia in termini di vite animali che in termini monetari.  I metodi di ricerca che non fanno uso di animali sono già la scienza del futuro e bisogna investire in questo settore per ragioni etiche, verso l'uomo e verso gli animali, e per preservare l'ambiente. Sul piano scientifico, in tossicologia come nello studio del cancro, non si conosce il valore predittivo per l’uomo dei test condotti su animali, basti pensare che  la concordanza dei risultati tra ratti e topi è solo del 57%! La Sperimentazione animale ha il 92% di fallimento sull’uomo: ciò comporta una crescita vertiginosa dei costi per la ricerca".

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