Statue coperte, Meluzzi: "Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini. Occidente ha 2 malattie"

27 gennaio 2016 ore 12:34, Lucia Bigozzi
“Stiamo entrando in una società sottomessa all’Islam, a valori antitetici a quelli della nostra tradizione giudaico-cristiana. Grottesco mettere in scatola la Venere capitolina”. E’ un j’accuse senza veli, quello che Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo, lancia all’Occidente “malato mentale” nella conversazione con Intelligonews, analizzando l’indignazione dell’opinione pubblica per la vicenda delle statue con le mutande in Campidoglio durante la visita di Rouhani. 

Dalle mutande alle statue capitoline per rispettare la sensibilità di Rouhani, alla questione gay fino alle violenze di Colonia. Siamo in una società sessuocentrica, che riscopre la propria identità solo e sempre sul sesso?

«Direi che prima di sessocentrica, stiamo entrando in una società sottomessa a dei valori che sono antitetici a quelli della nostra tradizione, liberale, post-illuminista, dell’Italia e dell’Europa giudaico-cristiane. Questa sottomissione all’Islam ci sta portando a situazioni tragiche come quella di Colonia o grottesche come quella della Venere capitolina messa in scatola. Tutto questo ha a che fare con tre aspetti culturali e psicologici assolutamente devastanti»

Quali? 

«Il primo è un certo tipo di opportunismo italiota, per il quale si è pronti a qualsiasi compromesso al ribasso pur di trarre dalla situazione qualche presunto vantaggio, magari del tutto immaginario e comunque a discapito della dignità, del buon senso e talvolta anche della convenienza; perché, come direbbe chi si intende di affari: niente in una contrattazione è peggio che calare immediatamente le braghe o apparire opportunisti al limite del cialtronismo. La seconda considerazione è quella di un realismo da domestici che spinge ad essere più realisti del re e quindi, come acutamente ha commentato Rouhani che evidentemente ha per il suo popolo la stoffa di un leader accorto e anche furbo quella fesseria lui non l’ha chiesta e, forse, neppure gradita»

Il terzo aspetto?

«La terza considerazione è l’assoluta incapacità di assegnare, alzandoli come una bandiera, ai propri valori e identità un minimo di reciprocità e simmetria: mentre noi togliamo i crocifissi dalle scuole, rinunciamo a celebrare il Natale e mettiamo la dieta Halal negli asili, il mondo islamico ci invade e non vuole sapere nulla neanche di assumere gli aspetti minimali della convivenza con noi che siamo ancora - per ora - la maggioranza numerica ma non più quella culturale e simbolica». 

Se avessero tolto i crocifissi, l’Occidente si sarebbe indignato come ha fatto per le statue capitoline nascoste?

«Se per Occidente si intende la cultura anglosassone e americana, va detto che l’Occidente è afflitto da due malattie mentali: una è il buonismo; l’altra è il politicamente corretto. Il buonismo è il voler apparire buoni ad ogni costo, anche e soprattutto quando essere buoni concilia perfettamente con i grandi ideali e i porci comodi, senza nessuna vera affermazione di principi. Il politicamente corretto è l’affermazione della totale cultura dell’indistinto: perché nessuno si senta diverso, occorre che venga meno ogni distinguo in una notte oscura in cui, come direbbe Hegel, tutti i gatti sono grigi, salvo gli integralisti e gli intolleranti che, a questo punto, hanno ottimo gioco a menare la danza, senza alcuna resistenza efficace»

C’è chi la legge come una strana indignazione e comunque un risveglio tardivo che alla fine si concentra su una polemica fine a se stessa. Qual è la sua valutazione? 

«Credo, però, che questa indignazione non sia inutile. Credo ci sia in questo momento una larghissima maggioranza in Italia che comincia ad avere seriamente paura della sottomissione all’Islam, parola araba che giustappunto vuol dire ‘sottomissione’ all’Islam. Ritengo quindi che anche questa cosa che può sembrare una tardiva fesseria, quale è effettivamente, pur nella sua dimensione grottesca e quasi comica oltrechè totalmente antiestetica, abbia contribuito - come qualche volta accade nella storia – a risvegliare qualche coscienza, facendola sbucare dagli scatoloni della nostra passività e stupidità molto più pericolosi di quelli in cui hanno chiuso sette culi di marmo scolpiti duemila anni fa. Come qualcuno ha detto: ‘quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini’ quando distrussero i marmi del Colosseo. Questa volta, forse, l’hanno fatto i ‘renzini’, i ‘franceschini’ o probabilmente qualche altra specie non ancora conosciuta o magari semplicemente nascosta, di cretini»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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