Statue coperte, Fulvio Abbate: "Allora più Youporn per tutti! L'Italia ha la zavorra cattocomunista"

27 gennaio 2016 ore 13:07, Andrea De Angelis
Continuano le polemiche sulle statue coperte in Campidoglio per la visita del presidente iraniano Rouhani. C'è chi parla di una "costruzione giornalistica" e chi invece, come il ministro Franceschini, giudica "incomprensibile tale scelta". IntelligoNews ha chiesto un parere allo scrittore e artista Fulvio Abbate...

L'Occidente è sempre più sessocentrico? Ci si indigna con le statue coperte per Rouhani, si scende in piazza per le unioni civili, insomma ci si riscopre uguali solo quando si parla di sesso nel senso più ampio del termine?
"La situazione è complessa perché in Italia non è mai esistita una vera forza laica e di conseguenza una società laica. La sinistra è stato dominata dal cattocomunismo. In un momento storico come quello attuale una forza che ha a cuore la libertà individuale dovrebbe sostenere che alcuni valori sono insindacabili a cominciare dal diritto al piacere e al sesso. Dall'anellino di fidanzamento al diritto ad avere Youporn no stop gratuito, anche se già è gratuito, ma insomma ad averne di più, illimitato. Però questo non avviene per una forma di timidezza dovuta all'assenza di una forza pienamente laica. Il nostro piacere, la nostra voglia di eros e sesso deve essere insindacabile. Nessuna subcultura, compresa quella islamista, può cercare di imporre legge".

Statue coperte, Fulvio Abbate: 'Allora più Youporn per tutti! L'Italia ha la zavorra cattocomunista'
Su Twitter ci si è indignati molto per le statue, ma se ad essere coperti fossero stati i crocifissi avremmo assistito a qualcosa di simile?
Non lo so, io sono perché i crocifissi non ci siano. Rifiuto l'idea di uno Stato confessionale, quindi il crocifisso non deve essere presenti nei luoghi pubblici. Ricordo ancora come un incubo le scuole pubbliche della mia infanzia, primi anni '60, nelle quali ci veniva imposta la preghiera. Il dramma è che la Francia, il luogo dove maggiormente è stata affermata la cosiddetta cultura repubblicana, che è quella dei valori della rivoluzione francese, si è ritrovata sotto attacco. L'Italia non mi sembra che abbia mai avuto delle cosiddette virtù repubblicane. 

C'è il rischio di assistere ad una società che nel tentativo più o meno azzeccato di rispettare l'altro finisca per non rispettare se stessa?
Dipende cosa intendiamo per se stessa. In realtà l'Italia è permeata da una cultura piccolo borghese, direi cattocomunista e fasciocomunista. Dal punto di vista identitario l'Italia è poco cosa. Credo che si debba rispettare una cultura della tolleranza e della laicità, altri ritengono che sia un sacrilegio mettere in discussione l'abito della prima comunione della loro nipotina, però questo substrato culturale che consenta la convivenza tra diversi questo Paese lo ignora. Non ce l'ha, non ha ancora gli enzimi.

E forse non ha neanche gli anticorpi?
"Se l'Italia se dovesse subire un attacco violento come quello accaduto alla Francia, non avrebbe la capacità di dire che difende la propria libertà dei figli di uscire la sera, di andarsi a divertire e di fare l'amore. Direbbe che hanno fatto piangere delle mamme uccidendo i nostri ragazzi, ma questo è tipico di una subcultura che non è grado di elaborare un pensiero su un'emergenza epocale".



 


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