Lo sciopero non basta, passa il decreto Ilva: cosa hanno ottenuto i lavoratori

27 gennaio 2016 ore 14:55, Lucia Bigozzi
Il decreto Ilva è legge. Il Senato ha detto sì con 157 voti (95 i no, 3 gli astenuti). E mentre nell’Aula di Palazzo Madama passava il provvedimento che interviene sulla procedura di cessione dei complessi aziendali di Ilva in amministrazione straordinaria, a Genova i lavoratori Ilva sono stati protagonisti del terzo giorno di mobilitazione. Protesta che in realtà, non è servita a  fermare il decreto contro il quale si erano scagliati i metalmeccanici della Fiom Cigl. In ogni caso, la pressione della protesta un effetto lo ha determinato: il 4 febbraio, giorno dell’atteso incontro sul Gruppo Ilva convocato a Roma dal ministero dello Sviluppo Economico, ci sarà un rappresentante del governo. Ora c’è nome e cognome, visto che uno dei motivi della protesta genovese era proprio il fatto che finora non era stato indicato il nome di chi a quel tavolo si dovrà sedere. Il nome e il cognome è quello di Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo Economico. Ad annunciarlo ai lavoratori in sciopero è stato proprio stamani, il prefetto di Genova Fiamma Spena con una lettera ufficiale indirizzata al segretario provinciale della Fiom Cgil. Intanto nella città ligure, anche oggi è stato un giorno di protesta. Il corteo dei manifestanti si è snodato per le vie del centro per poi tornare nello stabilimento di Cornigliano. 

Lo sciopero non basta, passa il decreto Ilva: cosa hanno ottenuto i lavoratori
COSA CAMBIA. Il decreto approvato dal Senato, fissa al 30 giugno 2016 il termine entro il quale i commissari del Gruppo Ilva dovranno concludere le procedure per il trasferimento. Inoltre, viene stabilita l’erogazione in favore dell’amministrazione straordinaria del Gruppo, pari a 300 milioni di euro, che l’aggiudicatario dei beni aziendali provvederà a restituire allo Stato. Altra condizione prevista dalla norma: i commissari straordinari sono inoltre autorizzati a contrarre finanziamenti statali per 800 milioni di euro, per realizzazione il piano, le misure e le attività di natura ambientale e sanitaria. Le somme che, in seguito alla sentenza definitiva dei procedimenti penali, saranno confiscate e versate (fino alla concorrenza dell'importo di 800 milioni di euro) all'entrata del bilancio dello Stato, a titolo di restituzione del prestito statale. Ma cosa accade per i lavoratori dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano inseriti nei contratti di solidarietà prima dell'entrata in vigore del Jobs act? 

Il provvedimento stabilisce che si continuerà ad applicare, fino al 30 settembre 2016 e per un tetto di spesa di 1,7 milioni di euro, l'incremento del trattamento di integrazione salariale del 10% della retribuzione persa, a seguito della riduzione dell'orario di lavoro. Il lavoro dei dipendenti della stessa struttura potrà essere assicurato anche mediante il ricorso all'istituto del lavoro socialmente utile. Infine, viene fissato al 30 giugno 2017 il termine ultimo per l’attuazione del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria. E vengono fissati dei limiti, entro cui verranno concesse le garanzie alle imprese e vengono disciplinate le relazioni imposte all'aggiudicatario ed ai commissari del gruppo. Si interviene sulle procedure di modifica del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria. Con una clausola di salvaguardia, per garantire il rispetto della normativa europea. E per le piccole e medie imprese, vengono modificati i criteri per l'accesso alle risorse del Fondo di garanzia piccole e medie imprese, di 35 milioni di euro, per sostenere le aziende che risultano fornitrici di beni e servizi connessi all'attività di risanamento ambientale. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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