A 70 anni dall’ultimo numero de “ Il Selvaggio”, vi dico chi era Maccari, il "carciofino sott'odio"

27 giugno 2013 ore 10:06, intelligo
A 70 anni dall’ultimo numero de “ Il Selvaggio”, vi dico chi era Maccari, il 'carciofino sott'odio'
di Mario Bernardi Guardai “Maestro, ma lei è anarchico o conservatore?”. “ Sono anarchico, quindi, oggi, monarchico; rivoluzionario, quindi, oggi, conservatore”. “ Maestro, ma lei è mai stato fascista sul serio?”. “ Eccome! Ero un fascista sfegatato, dunque un antifascista. L’estremismo è il verme nella mela. Mi sembra che l’abbia detto Lenin”. “ A proposito di fascismo: e se tornasse?”. “ Accetterei un nuovo PNF che mi facesse segretario politico”. “ Mi sembra che anche Longanesi abbia dato una risposta del genere. Mi dica un’altra cosa, Maestro: lei ha fatto la Resistenza?”. “ I veri fascisti hanno fatto la Resistenza”. “Spari l’ultima”. “ Sul fascismo? Poca saggia amministrazione, molto spettacolo. Una grande speranza ammazzata dai piccoli funzionari. Sa cosa scrivevamo sul ‘Selvaggio’? Noi del GUF (la Gioventù Universitaria Fascista-n.d.r.) diciamo AUF!”. "Sull’antifascismo? Peccato che sia morto il mio grande amico Flaiano! Diceva che ci sono due tipi di fascismo: il fascismo e l’antifascismo. Aveva ragione. Fosse qui, chissà quante risate faremmo insieme!”. A settant’anni dall’uscita dell’ultimo numero del “Selvaggio” ho voluto proporre ai lettori un “pezzettino” della lunga intervista che Mino Maccari - piccolo, nero e feroce, e noto sin dagli anni della sua spavalda giovinezza come il Nano di Strapaese, il Carciofino sott’odio (odio!), il Mino Vagante - mi rilasciò nell’autunno del 1982. A casa sua, in Versilia, dopo avermi accolto con brusca affabilità: “Venga, venga. Anche lei è un giornalista che viene a rompermi i coglioni per sapere vita, morte e miracoli del ‘Selvaggio’?”. Sì, anch’io ero un giornalista ecc. ecc. Bene, su quel che rappresentarono Maccari, il movimento fascio-anarchico di Strapaese e la sua rivista- nata nel 1924, in piena “tempesta Matteotti”, per dare una mano a un traballante Mussolini- sono state scritte migliaia di parole: articoli, saggi, profili del Tarpone (espressione toscana per indicare un topaccio feroce, che morde tutti) ecc. Senza considerare mostre, retrospettive, rassegne ecc. Noi vogliamo rendere omaggio all’accoppiata genio e sregolatezza, limitandoci a ricordare che strapaesani e/o selvaggi furono Pellizzi, Malaparte, Cardarelli, Morandi, Cremona, Soffici, Ungaretti, Ricci, Brancati, Longanesi, De Pisis, Bilenchi, Rosai, Guttuso, Tobino, Alvaro, Morante… Tutti presenti con scritti e/o disegni sulla rivista di Maccari- che, poi, era uno dei tanti fogli militanti e più o meno eretici-  mentre imperversava il nefasto ventennio fascista. Domanda, senza ammicchi nostalgici: come mai il fausto settantennio antifascista non è stato in grado di offrirci una simile palestra di spiriti liberi?
autore / intelligo
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