Palma (Libertiamo): “Così il governo premia i giovani di basso profilo”

27 giugno 2013 ore 14:29, Domenico Naso
Palma (Libertiamo): “Così il governo premia i giovani di basso profilo”
Carmelo Palma, direttore di Libertiamo, commenta con IntelligoNews il pacchetto lavoro varato ieri dal governo Letta. 200mila nuovi posti. Il pacchetto lavoro inciderà davvero così tanto sui dati allarmanti dell’occupazione giovanile? «Le misure previste dal decreto lavoro non avranno nessuna incidenza vera sul piano occupazionale. Si tratta di misure giustificate da esigenze sociali, di sostegno di fasce particolarmente deboli dal punto di vista dell’occupabilità, ma che non interviene sui nodi essenziali della dinamica occupazionale italiana, cioè sul cuneo fiscale contributivo troppo alto, sul mercato del lavoro che continua a essere duale e disuguale e sulla mancata universalizzazione del sistema delle tutele. Questi sono i tre nodi che il decreto lavoro non affronta, affrontando invece aspetti più marginali». Cosa manca a questo provvedimento? «Rispetto ai giovani, è evidente che quelle misure non servono a incentivare la qualificazione professionale e il merito, perché “premiano” giovani descolarizzati, con un periodo di disoccupazione relativamente lungo alle spalle e con carichi familiari. Allo stesso modo, i provvedimenti pensati per le fasce di età più avanzata, nuovamente premiano figure che rischiano di rimanere ai margini del mercato del lavoro». Quale sarebbe stato l’approccio giusto? «Rispetto a questa platea di soggetti deboli, sarebbe stato più ragionevole immaginare, a parità di stanziamenti, un progetto di riqualificazione che ne migliorasse l’occupabilità reale e non garantisse l’occupazione attraverso un sussidio che consente al datore di lavoro di smezzare il costo contrattuale con lo Stato». Insomma, secondo lei non c’è un progetto a lungo termine... «Da un certo punto di vista, questo provvedimento più che guardare al futuro sembra un provvedimento di emergenza tipico degli anni Ottanta-Novanta in cui le figure del disoccupato, del cassintegrato, del giovane descolarizzato appartenevano alla mitologia della sinistra e diventavano il destinatario di qualunque provvedimento. Ma non è questa la chiave che può servire per un intervento strutturale sul lavoro».
autore / Domenico Naso
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