Mogherini “Mrs Pesc”, nomina-boomerang per l’Italia

27 giugno 2014 ore 10:41, intelligo
Mogherini “Mrs Pesc”, nomina-boomerang per l’Italia
Sulla carta è una delle posizioni più prestigiose a livello continentale, un “top job” in ambito europeo. In realtà rischia di rivelarsi un boomerang per l’Italia. La nomina di Federica Mogherini - gli altri candidati per quel posto sono la bulgara Kristalina Georgieva e il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski - al posto di Lady Ashton come guida della diplomazia europea è una delle ipotesi ancora in campo in queste ore.
Data per scontata fino a mercoledì pomeriggio, è ora appesa alla grande trattativa tra Germania, Francia e Gran Bretagna. Con ogni probabilità questa sera si procederà a un via libera per il solo Jean Claude Juncker, rinviando le altre nomine agli incastri successivi. Naturalmente se la nomina della Mogherini dovesse andare in porto, Matteo Renzi venderà questo incarico come un suo successo personale, un vanto per l’Italia e un riconoscimento alla sua leadership. In realtà il governo, diplomatici in testa, sa bene che si tratta di un posto pieno di grane e senza poteri reali, visto che la politica estera dell’Ue è una ipotetica dell’irrealtà. In realtà, questo incarico pone fuori l’Italia dai portafogli europei che davvero contano a Bruxelles: Affari Economici e Monetari; Concorrenza; Mercato Interno; Energia. L’Alto Rappresentante siede in Commissione ma spesso è in giro per il mondo e fatica ad assicurare una presenza costante e presidiare il territorio. Inoltre la scelta di un profilo “junior” e non di un esponente europeo di peso (modello Tony Blair per intenderci) lascia intuire che non c’è alcuna intenzione di rafforzare l’Alto Commissarato per la Politica Estera. Piuttosto si vuole qualcuno che non sia ingombrante e non dia fastidio. A quella poltrona, in realtà, puntava Martin Schulz, ma la Germania si è guardata bene dal rinunciare a un Commissario Ue di peso per favorirne l’ascesa. Per Renzi la nomina della Mogherini risolverebbe un possibile problema interno al partito, stemperando la concorrenza interna e le ambizioni di Massimo D’Alema che puntava al posto di Commissario al Commercio. C’è poi la questione della sua sostituzione alla Farnesina. Per ora girano nomi di bandiera - Pinotti, Dassù, Pistelli - ma non si escludono sorprese.
autore / intelligo
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