Un microchip sottopelle contro l'ictus

27 giugno 2014 ore 10:47, Marta Moriconi
Un microchip sottopelle contro l'ictus
Un microchip, un sensore, chiamatel ocome volete, è sottopelle e individua le aritmie che segnalano l’ictus.
Problema molto italiano se si calcola che qui si parla di un ictus ogni 3 minuti e sconfiggerlo, capirlo, intervenire è assai difficile. Ci ha pensato l’Università Cattolica di Roma (sperimentata con 55 altri centri medici) a mettere sul tavolo un'idea che consiste nell'inserire sottopelle un microchip mini. E' piccolo e sottile come una scheda fotografica digitale e viene impiantato sotto la pelle! Batsa un'anestesia locale e la vostra attività cardiaca è monitorata. Così anche le sue artmie. L'elettronica che combatte l'ictus e che salva dai pericoli della fibrillazione atriale funziona come una spia luminosa che si accende su un video apposito funzionante a distanza. A quel punto il paziente sarà messo in allarme e dovrà velocemente chiamare il medico
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