Cameron prende tempo, Brexit ma non subito al vertice Ue

27 giugno 2016 ore 10:05, Andrea Barcariol
David Cameron vuole prendere tempo. Il Premier dimissionario non chiederà l'attivazione dell'art. 50 per l'uscita dall'UE in occasione del vertice Ue di martedì. Lo rende noto una fonte del Consiglio Ue. "Sia chiaro a tutti che non c'è alcun negoziato senza una notifica formale di avvio delle procedure previste dall'art. 50. E' irrealistico pensare che Cameron notifichi il recesso al prossimo Consiglio Ue. Nell'interesse della Ue e del Regno Unito bisogna avviare questa fase rapidamente, ma il voto ha provocato una crisi profonda, non solo della leadership conservatrice ma anche nella società britannica, su cui bisogna riflettere". Sia conservatori sia laburisti stanno cercando di riorganizzarsi dopo il cataclisma Brexit, con i primi alla ricerca del successore di Cameron mentre per i secondi è iniziato un regolamento di conti che potrebbe concludersi con le dimissioni del leader Jeremy Corbyn. 

Cameron prende tempo, Brexit ma non subito al vertice Ue
A complicare ulteriormente la situazione del Regno Unito c'è quanto sta accadendo in Scozia, dove il Parlamento potrebbe intanto cercare tramite un voto dell'assemblea di bloccare la Brexit. Lo ipotizza la leader scozzese Nicola Sturgeon: "Sarebbe giusto concedere al Parlamento di Edimburgo il diritto di esprimere il suo consenso alla Brexit" che lei sostiene possa essere vincolante. L'opposizione al risultato del voto sulla Brexit cresce anche nel resto del Paese. Ha superato quota 3 milioni la petizione per chiedere un nuovo referendum, ma sta facendo molto discutere la modalità di raccolta delle firme, senza fornire un documento, che consentirebbe voti multipli da parte di una singola persona. Inoltre, non basta raccogliere un numero minimo di firme perché il Parlamento consideri la proposta. Prima la petizione dovrà passare al vaglio di un’apposita commissione che dovrà valutare la legittimità della proposta e delle firme (solo cittadini inglesi e residenti nel Regno Unito ma il form può essere compilato da chiunque). La commissione, tra l’altro, sta già verificando la validità di molte delle firme dal momento che sono stati segnalati diversi casi di sottoscrizioni da Paesi come la Corea del Nord e Città del Vaticano.



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