Per Veltroni "5S costola della sinistra. Ma per Pd nulla è perduto"

27 giugno 2016 ore 12:17, Americo Mascarucci
"Nel voto ai Cinque Stelle c'è tanto voto di sinistra.  È un voto che racconta di uno smarrimento, di una protesta, di una rabbia. Ma non è perduto. A condizione che la sinistra sappia cambiare".
Walter Veltroni fondatore del Partito Democratico e primo segretario analizza con un'intervista a Repubblica l'esito delle recenti elezioni amministrative e il successo del Movimento 5Stelle.
Lo fa sìdando consigli a quello che continua a ritenere il suo partito.
E proprio lui che nel 2008 ha "buttato fuori" la sinistra dal Parlamento italiano oggi riscopre il valore della sinistra, una sinistra che deve tornare a dare risposte al disagio e alle proteste dei cittadini.
"Oggi il mondo è dominato dalla precarietà e dalla paura. Un mix pericolosissimo - mette in guardia Veltroni - se la politica non si rende conto che siamo all'alba di un nuovo mondo, continuerà a pensare che si possa essere di sinistra o di destra come lo si era nel Novecento. Oppure, errore ancora più grave, comincerà a pensare che non esistano destra e sinistra. È vero che l'orizzonte socialdemocratico è in crisi, perché è finita la società nella quale erano inscritte le idee del socialismo, del comunismo e della socialdemocrazia, ma non è finita la missione storica della sinistra: quella di essere giustizia sociale, equità, opportunità, diritti"

A Veltroni viene chiesto se creda ancora come nel 2008 al progetto del Pd: "Io mi ostino a pensare che quel sogno non sia svanito. Penso che se non ci fosse il Pd il Paese sarebbe esposto a rischi molto maggiori. E allora - risponde -  non da fondatore ma da italiano dico: non sciupate il Pd. Non dividetelo. Lo dico a tutti, a chi ha le massime responsabilità e a chi si oppone"
Per Veltroni '5S costola della sinistra. Ma per Pd nulla è perduto'
Poi al Premier Renzi: "Questo governo deve essere consolidato: se noi oggi avessimo in Italia una crisi di stabilità, le conseguenze sarebbero devastanti. Bisogna esercitare la funzione di guida del Pd, avendo una maggiore capacità di inclusione. Questo non è un momento in cui basta dire: io ho fatto. Bisogna farsi parte del disagio sociale. Bisogna farsi carico del fatto che c'è un dolore, un malessere, esteso in tutta la popolazione, e assumerlo dentro di sé". 
Veltroni critica anche la personalizzazione del referendum costituzionale da parte del Premier: "E' necessario evitare che un referendum sul rafforzamento della democrazia diventi un'elezione politica camuffata. È la prima cosa da fare. Anche perché altrimenti quelli che sono contro il governo finiscono con l'essere , numericamente, più di quelli a favore. Poi, alla luce di quello che sta accadendo, bisogna fare una riflessione sulla legge elettorale. Bisogna tener conto che oggi il Paese non è più bipolare ma tripolare. Le soluzioni possono essere diverse. Purché non venga meno il punto dal quale si è partiti: dalle elezioni deve uscire un governo, lo devono scegliere i cittadini e deve durare per cinque anni. Lo scettro deve tornare agli elettori, e non alle alchimie dei partiti. E' la democrazia che deve rigenerarsi" conclude Veltroni.

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