Brexit, Vaciago: "Siamo tutti più poveri ma per l'Italia potrebbe essere utile"

27 giugno 2016 ore 12:40, Andrea Barcariol
L'economista Giacomo Vaciago spiega chiaramente a IntelligoNews le possibile conseguenze della Brexit sia in chiave europea sia l'economia italiana che deve essere pronta a "trovare buone occasioni d’acquisto con il crollo della sterlina", a patto di avere "le idee chiare".

Brexit, le borse in forte calo ma per ora nessun crollo. Si tratta di una narrazione falsa o gli effetti ci saranno sul lungo periodo?

«Siamo tutti più poveri, persi miliardi di euro. Una brutta notizia per un’economia come quella italiana che stava vivendo un 2016 difficile, seppur iniziato con grandi speranze. La politica della Bce aveva tirato su le borse, ora addio ripresa. Il 2016 avrebbe dovuto essere l’anno in cui si passava dalla ripresa dei consumi alla ripresa degli investimenti, ma chi li fa gli investimenti senza capire cosa succede? Le conseguenze quindi sono impoverimento e incertezza. La povertà frena i consumi, l’incertezza rinvia gli investimenti».

Cameron prende tempo e afferma “negoziato in uscita quando avremo un piano”. Tutto ciò dimostra ulteriormente che il risultato del referendum li ha colti di sorpresa?

«Non sono nella testa di Cameron, come in tutti i referendum sono andati a votare gli estremi. La forza di un Paese è il ceto medio, chi sta in mezzo, se votano i più ricchi e i più poveri l’esito è casuale e nessuno poteva prevedere che al voto il numero dei poveri superasse quello dei ricchi. La buona politica non fa referendum, elegge in Parlamento rappresentanti intelligenti. L’Inghilterra ha imitato i nostri difetti. Il voto del 23 giugno è stato dettato dalla paura che non è mai una buona consigliera».

Per l’Italia che effetti ci saranno sulle esportazioni e importazioni? 

«Il mondo globale ci ignora e va avanti, il nostro meglio è dentro. Quando dicono questa impresa è solo italiana io mi preoccupo. Se è solo italiana vuol dire che non si confronta col mondo e il mondo è il mercato. Pensare che si potesse fare dell’Europa un’isola di tranquillità è stata una grande illusione, che si potesse mettere insieme il meglio di ogni Paese per fare una grande area di sviluppo. Peccato che se il modello non funziona metti insieme solo i difetti e i problemi. L’Ue non è stata capace di conciliare le virtù dei Paesi con un sistema di protezione sociale inclusivo che non scartasse nessuno. Ora i nostri migliori invece di andare a Londra andranno a Singapore, Hong Kong o Toronto. Le doti dell’Italia sono tante e tali che un futuro ce lo sappiamo meritare, un futuro di qualità da grande Paese industriale, ma non dobbiamo buttare via le occasioni. Brexit può essere utile se non facciamo la guerra a Londra, ma se troviamo buone occasioni d’acquisto con il crollo della sterlina. E’ un regalo che ti fanno ma tu devi avere un’idea chiara di cosa vuoi fare da grande».

Brexit, Vaciago: 'Siamo tutti più poveri ma per l'Italia potrebbe essere utile'
Si profila l’asse Germania – Francia che auspica una rapida uscita del Regno Unito. Che segnale è?

«C’è un’Europa da ricostruire, fatta con il meglio del privato e con il meglio del pubblico. Cooperare in tutto ciò che è comune e competere in ciò che è privato, le due grandi virtù di una buona economia».

La Merkel è preoccupata per l’effetto che potrà avere la “ribellione” del Regno Unito. Come si comporterà la Germania?

«La Merkel ha detto che non dobbiamo trattare male gli inglesi, l'incredibile buon senso tedesco non lo vedo da nessuna altra parte. Io ero anglofilo ma ogni giorno divento più filotedesco, loro sono gente paziente. In Germania chi perde le elezioni non si sente più, come Schroder, in Italia invece danno più spazio a Bersani e D’Alema che a Renzi. Siamo unici. Il problema è che da noi non si sa chi sarà domani il Presidente del Consiglio, se uno rimane per 5 anni parlano di dittatura. Facciamo ridere».
 

 
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