Brexit, Borghi (LN): "Verso lo smantellamento dell'area Euro: ma come verrà fatto?"

27 giugno 2016 ore 13:53, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord, vede un "futuro molto più stabile" per la Gran Bretagna dopo la Brexit rispetto ai Paesi dell'Ue e prevede "un inevitabile effetto domino".

Brexit, borse in forte calo ma per ora nessun crollo. Narrazione falsa o ci saranno effetti sul lungo periodo?

«Avendoci lavorato a lungo, vivo in modo piuttosto distaccato le salite e le discese della borsa, che vada su e giù e reagisca con un ribasso di fronte a eventi imprevisti è la normalità. Chi ha un investimento non sapendo cosa può comportare questo evento imprevisto decide di vendere. Nessuno adesso può avere la certezza di quello che accadrà in futuro, se le avesse  farebbe i miliardi. Vedo un futuro molto più stabile per la Gran Bretagna che per il resto dell’Europa perché loro hanno un percorso chiaramente delineato, tutto il contrario di quello che dicono i fautori del disastro. Chi è uscito è già padrone del suo destino, chi rimane può essere sottoposto a tensioni di cui ancora non si sa nulla, ad esempio se dovessero uscire altri Paesi. Sono convinto che la strada inevitabile sarà quello dello smantellamento dell’area Euro, ma non è indifferente come lo si farà. Si può fare in modo molto intelligente o in modo molto cretino dal punto di vista finanziario».

Lei ha parlato di “percorso chiaro per la Gran Bretagna”, eppure Cameron ha preso tempo e parlato di negoziato in uscita solo "quando avremo un piano”. 

«Secondo me invece Cameron sta agendo in modo impeccabile, dal loro punto di vista non c’è nessuna fretta, non sono sottoposti a pressioni di alcun tipo perché hanno la gestione della loro moneta. I ricatti stile Grecia per loro non valgono, dal punto di vista del commercio non è cambiato nulla, se vogliono possono far dei negoziati, sono in una posizione forte ed essendo un Paese importatore possono già guardarsi intorno. Non capisco per quale motivo dovrebbero fare in fretta».

Brexit, Borghi (LN): 'Verso lo smantellamento dell'area Euro: ma come verrà fatto?'
Invece Germania e Francia auspicano una rapida uscita del Regno Unito. Perché?

«Dal loro punto di vista c’è più fretta, ma in tal caso spetta a loro organizzare un piano. Tanto l’andazzo è già chiaramente delineato da quello che ha detto Cameron, una partnership molto vasta come quella che ha fatto la Norvegia».

Per quanto riguarda l’Italia alcuni economisti sottolineato che ci saranno nuovi mercati da “conquistare” mentre altri evidenziano la perdita delle esportazioni nel Regno Unito, ad esempio nel settore agroalimentare. Quale dei due fattori prevarrà?

«E’ nostro interesse non sospendere il commercio con la Gran Bretagna. Le preoccupazioni ad esempio della Coldiretti confermano quello che ho detto in precedenza: il problema dell'uscita è per gli altri, non per loro. Noi siamo bravissimi a fare le cose contro il nostro interesse, vedi il caso delle sanzioni Ue alla Russia, ma non siamo mica obbligati».

La Merkel è preoccupata per l’effetto che potrà avere la “ribellione” del Regno Unito. Cosa accadrà ora?

«Secondo me l’effetto domino ci sarà in ogni caso, indipendentemente da cosa farà la Germania. L’unica cosa che potrebbe mettere un tappo sono dei comportamenti assolutamente improponibili e imprevedibili della Germania che si mette a pagare per tutti, restituisce il suo surplus, cerca di far evolvere l’Ue e accontenta tutti gli scontenti. Oggettivamente non mi sembra molto credibile».
 

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