Gay, Adinolfi: “Papa ha aperto con discorso su Catechismo. Vera discriminazione contro chi ci crede”

27 giugno 2016 ore 14:27, intelligo
di Luciana Palmacci  

C’è discriminazione nei confronti di chi è fedele al Catechismo” questo il commento di Mario Adinolfi (Popolo della Famiglia) a IntelligoNews, dopo l'affermazione di Papa Francesco riguardo il tema della discriminazione, tra cui quello dell’omosessualità. 

Gay, Adinolfi: “Papa ha aperto con discorso su Catechismo. Vera discriminazione contro chi ci crede”

Per il Papa “la Chiesa deve chiedere scusa ai gay”. L’attivista Lgbt Imma Battaglia ha dichiarato a IntelligoNews che “siamo davanti al più grande politico religioso”. Come risponde? 
“Io dico che dovunque ci sia stata discriminazione, come dice in termini complessivi il Papa che cita però anche altre esperienze di discriminazione, ovviamente bisogna chiedere scusa senza ombra di dubbio. Però quella dichiarazione si apre con il Papa che ricorda con grande evidenza il Catechismo della Chiesa Cattolica. Altrimenti, se non si racconta tutto, si tratta di nuovo di lettura parziale, basta vedere il video integrale diffuso. Ovviamente sono d’accordo col Papa, dovunque ci sia stato qualunque elemento discriminatorio per sua natura si chiede scusa, ci si pente e ci si confessa. Ciò non toglie che il Magistero della Chiesa Cattolica è noto, il Catechismo non è stato modificato, le conclusioni dei vescovi su queste tematiche ribadiscono ciò che il Magistero ha sempre affermato sull’argomento. Quindi, fuori da una dimensione che vieta al cristiano qualsiasi forma di discriminazione, la verità e il nodo di Papa Francesco sta nell’inizio della dichiarazione in cui ribadisce la volontà di affermare cosa è scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e lo dice proprio esplicitamente. Riguardo a Imma Battaglia mi pare capisca poco di politica e pochissimo di religione, quindi francamente mi sembra inutile commentare, ne sa davvero poco”. 

Sempre Imma Battaglia ha definito quelli del Family Day “integralisti” e “fuori dal tempo”, e addirittura “disconosciuti dal Papa”. Lei come risponde? 
“Il Papa ha detto con grande chiarezza che nell’agone pubblico la responsabilità è dei laici, anzi ha ribadito che non devono esserci vescovi pilota, quindi può essere comodo per chi è abituato a fare manifestazioni con mille persone dire che le manifestazioni con un milione di persone sono integraliste, ma è di tutta evidenza che c’è un Italia, e non un mondo,, cattolico, c’è un Italia che rifiuta di arrivare alla deriva di Niki Vendola, cioè della costruzione di pseudo-famiglie attraverso l’acquisto di bambini facendo leva sulla condizione di bisogno delle donne e pagando il loro utero. Questo semplicemente è rifiutato da un segmento molto importante della popolazione, forse maggioritario della popolazione stessa, quindi bisogna saper rispettare le opinioni altrui. Quando sento il Papa dire bisogna chiedere scusa sono totalmente d’accordo, ma penso che ci sia una profonda discriminazione nei confronti di chi è fedele al Catechismo della Chiesa Cattolica, nei confronti dei cristiani e anche nei confronti di quegli italiani che continuano ad essere fedeli all’art. 29 della Costituzione che definisce la famiglia come una società naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Questo mi sembra il vero dato discriminatorio in atto, non leggo nel Paese e sui media una qualsiasi forma discriminatoria nei confronti dei gay, questo è la stagione dei nastrini arcobaleno a Sanremo e non dei reazionari in tv”. 

Quindi, tutta un’invenzione? 
“Siamo in un’altra storia e in un’altra epoca, ora i veri perseguitati sono quelli che non si adeguiamo al pensiero unico arcobaleno che è la moda che sta rovinando il tessuto sociale della società attaccando in profondità il concetto stesso di famiglia. Da parte dell’LGBT è davvero surreale, è una fase in cui sembra essere obbligatorio essere proni ai loro voleri, voglio ribadire che è legittima una posizione come quella espressa da milioni di persone in piazza o espressa nel voto al Popolo della Famiglia, che in due mesi ha raggiunto un 1% della popolazione nazionale e che su questo ha caratterizzato la propria esistenza. Se esistesse un movimento LGBT e si presenta alle elezioni, e non a caso non si presenta, non avrebbe certo i consensi del Popolo della Famiglia, quindi anche solo quello dovrebbe spiegare che la mobilitazione organizzata, ad esempio anche sul piano meramente amministrativo, sta a spiegare che c’è un segamento di popolazione che ritiene di voler dire la propria e farlo in questo momento -controvento- è esporsi a una discriminazione vera, mentre invece se proponi l’abecedario di Niki Vendola hai le pagine su Repubblica”.
autore / intelligo
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